Addio ad Ardente imprenditore e socio della Bcc di Cappelle

A 76 anni è stato il fondatore di Abruzzo Scale Arredo Il ricordo del presidente Borgia: «Una persona seria e leale»
MONTESILVANO. «Persona perbene, imprenditore capace, rispettato e stimato da tutti». In poche parole la sintesi di una vita, quella di Giulio Ardente, morto a 76 anni all’ospedale di Padova. E sono le parole di Michele Borgia, presidente della Banca di Credito cooperativo di Cappelle sul Tavo, che ricorda il socio, a nome di tutta la banca, e si unisce al dolore della famiglia di Ardente cioè la moglie Liliana, i figli Andrea e Francesco, le nuore Chiara e Marianna, le nipoti Giorgia, Giulia, Alessia e Matilde, i fratelli Antonio e Angiolino.
È Borgia a raccontare Ardente, che è stato componente dei comitati territoriali della banca. «Si è fatto da sé», dice, e parla dell’azienda creata da Ardente, Abruzzo Scale Arredo. «Progettava e costruiva scale per interni ed esterni come mai nessuno aveva fatto prima di lui in Abruzzo. Riusciva a coniugare l’estetica e la professionalità e, pur non essendo un architetto ma un artigiano, era capace di immaginare dei percorsi originali». Indubbie le sue capacità, commenta sempre Borgia, che sottolinea un altro aspetto. «Ha attraversato tutte le crisi, per decenni, portando avanti con successo l’attività che poi ha passato ai suoi figli», prosegue il massimo rappresentante della Bcc. Non è finita perché oltre ad essere «un bravo imprenditore e una persona seria a leale», è sempre stato «attivo e disponibile in una prospettiva sociale», nell’ambito della banca. La sua «ironia di fondo» nell’esprimersi e nel rapportarsi agli altri era una caratteristica distintiva, «ma sempre con rispetto per i suoi interlocutori». E questa peculiarità emergeva negli eventi e nelle gite sociali. «Era un compagnone e si divertiva a sollecitare tutti con le sue battute. Era chiaro che in ciò che diceva ci fosse un grande fondo di bonarietà e nessuno se l’è mai presa, per le sue parole. Anzi, dava la stura all’autoironia delle persone», prosegue Borgia. La morte di Ardente ha creato «un grande dispiacere». Il presidente lo sentiva «vicino alla banca. Nonostante avesse rallentato la frequentazione, non ha mai fatto mancare il suo contributo», conclude Borgia.
Oggi alle 16 sarà allestita la camera ardente nella casa funeraria Dimora del silenzio (in via D’Antona, a Montesilvano). E mercoledì, alle 10, nella chiesa di Sant’Antonio, sarà celebrato in funerale.
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