Addio al comandante Bosco

Il vigile pescarese da 12 anni guidava la Municipale di Manoppello
PESCARA. Per il comandante Luigi Bosco oggi ci sarà il picchetto d’onore, con la polizia municipale in alta uniforme, il gonfalone e un paio di vigili motociclisti che scorteranno la salma dall’obitorio dell’ospedale fino alla basilica dei Sette dolori, dove alle 15,30 si svolgeranno i funerali.
È morto ieri a 65 anni il capitano Bosco, da dodici anni comandante della polizia municipale di Manoppello ma per quasi 25 in forza al comando di Pescara dove entrò per concorso il primo marzo del 1981. Aveva 29 anni. Una vita passata con la divisa, Luigi Bosco, che da comandante di Manoppello aveva accolto papa Benedetto XVI in visita al santuario del Volto Santo, e che in quel comprensorio della Val Pescara era stato capace, come raccontano i colleghi che lo piangono, di mettere insieme le forze dell’intero comprensorio. Un’attitudine che gli arrivava dal carattere, ma anche dalla lunga esperienza da sindacalista, segretario nazionale del sindacato di categoria Ospol.
Padre di due figli, Tonino e Giordano, da qualche anno Bosco si era definitivamente trasferito con la compagna Rosa a Manoppello. Da un annetto, però, non era più in servizio, costretto a casa da una malattia che con una complicanza dietro l’altra l’ha portato al ricovero in ospedale, a Pescara, e infine alla morte. «Siamo entrati insieme nel 1981 e per più di vent’anni abbiamo fatto pattuglia insieme»; racconta affranto il maggiore Sergio Petrongolo. «Abbiamo fatto servizio viabilità per una quindicina d’anni, in pattuglia fissa con la moto eravamo il terrore di Pescara. Ma Luigi aveva un bel carattere. Giocoso, espansivo, anche irruento. Ci dicevano che sembravano Starsky e Hutch, invece io rispondevo che sembravano Stanlio e Ollio, io bello piazzato e lui magro».
Prova a scherzare, il maggiore Petrongolo, che parla di Bosco come di un fratello. «Eravamo insieme anche quando è stata fondata la Misericordia di Pescara, a metà degli anni Ottanta, portavamo le ambulanze. Luigi è stato proprio tra i primi volontari della Misericordia, uno dei soci fondatori. È sempre stato uno super attivo».
Dodici anni fa, quando già dopo il concorso interno per maresciallo e poi quello da ufficiale che lo vide passare da tenente a capitano, ricevette la proposta di andare a dirigere il comando di Manoppello, Bosco accettò subito la sfida. E poi rimase lì trasferendosi completamente nella cittadina che lo aveva accettato e amato tanto da rinnovargli l’incarico anche con il cambio delle amministrazioni. Di lui ha scritto un collega: «Riposa in pace Luigi. Collega ma sopratutto combattivo rappresentante della nostra categoria. Grazie per quello che hai fatto per noi». (s.d.l.)
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