Addio al Corpo forestale Cosa cambia in Abruzzo

In ottomila hanno cominciato a indossare le divise dell’Arma. In regione 500 In 50 passeranno invece a Polizia, Vigili del Fuoco, Finanza e Protezione civile
L'AQUILA. Per alcune guardie forestale indossare l'uniforme scura dell'Arma dei carabinieri è stato un piccolo shock. Il primo segno di un cambiamento profondo anche dal punto di vista personale. Dal 1° gennaio il Corpo forestale dello Stato, unica forza di polizia italiana a ordinamento civile, non esiste più: assorbito nell'Arma dei carabinieri, diventa “militare”.
Oggi si chiama “Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare dei carabinieri”. Per effetto della riforma della pubblica amministrazione voluta dalla ministra Marianna Madia (Legge 124 del 2015, che all'articolo 8 riguarda i carabinieri forestale).
Una riforma accettata non senza proteste e polemiche nel corso della sua attuazione. Anche se ormai è acqua passata. Il magone e un pizzico di nostalgia saranno venuti comunque a molti ex-forestali guardandosi allo specchio nella loro nuova livrea il primo giorno da “carabinieri forestale”, perché anche il rituale della divisa non è secondario: il colore, la conformazione, i componenti, le scritte, sono tra quei simboli che contribuiscono a costruire un'identità. Ora c'è la divisa grigia per la mimetica di campagna per il servizio di controllo sul territorio, da alternare all'uniforme ordinaria scura, più simile a quella dell'Arma. Cambia anche il nome di quelli che erano i comandi provinciali: ora si chiamano “Gruppi comando forestale”.
CAMBIAMENTO STRUTTURALE. La riforma, che ha coinvolto oltre 8mila persone in Italia e 550 in Abruzzo, coinvolge anche aspetti più logistici e organizzativi. Come le insegne delle stazioni comando e la segnaletica stradale: tutto da cambiare. Mentre la sostituzione delle prime è conclusa, quella dei segnali è in corso e se ne stanno occupando i Comuni, che coprono con mega adesivi catarifrangenti la vecchia segnaletica stradale.
Anche in Abruzzo da tre mesi si stanno svolgendo, poi, i corsi di formazione per acquisire i modelli organizzativi dell'Arma (gestione delle ferie, delle malattie, e così via).
COSA DIVENTANO. Sono 78 i Comandi stazione in Abruzzo, di cui 71 stazioni carabinieri forestali, 4 posti fissi e 11 comandi sparsi nelle quattro province. I 550 ex-forestali abruzzesi sono confluiti per la maggior parte nell'Arma e continueranno a lavorare negli stessi uffici e territori del pre-riforma, eccetto 50 persone circa destinate alla polizia di Stato per la sicurezza pubblica, ai Vigili del fuoco per lo spegnimento degli incendi, e al Soccorso alpino della Guardia di Finanza, dove sono confluiti in automatico tutti gli uomini del Soccorso alpino dell'ex Cfs. La legge prevede anche l'obiezione di coscienza rispetto alla militarizzazione e chi vuole può fare domanda di trasferimento in altra pubblica amministrazione. Dunque, con il passaggio nell'Arma dei carabinieri gli ex-forestali conservano tutte le loro funzioni precedenti, a eccezione di quelle dedicate allo spegnimento degli incendi boschivi, la cui competenza è della Regione e dal punto di vista operativo del Corpo del Vigili del fuoco.
CORE BUSINESS E COMANDO. Questa grande neo organizzazione per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare si articola su un comando di vertice che dipende funzionalmente dal ministro dell'Agricoltura e di cui si avvale il ministro dell'Ambiente. La forestale diventa, in sostanza, una componente specialistica dell'Arma, il cui “core business” resta la tutela del patrimonio naturalistico, con particolare riguardo a quello faunistico e alle aree boscate. Resta anche il contrasto all'inquinamento, agli illeciti (per esempio gli scarichi abusivi) e al traffico dei rifiuti, così come il controllo sul commercio delle specie faunistiche in via d'estinzione. Invariati il numero per le emergenze 1515 e il servizio Meteomont per la previsione del pericolo valanghe. Salvaguardate anche tutte le attività di monitoraggio ambientale: oltre al catasto degli incendi anche le attività statistiche sulle valanghe e il monitoraggio delle discariche abusive. E' partita di recente, invece, una nuova collaborazione speciale del Comando carabinieri forestale Abruzzo con la Regione per la tutela dei fiumi: l'obiettivo è monitorare 24 corpi idrici, con una serie di campionamenti normalmente fatti soltanto d'estate, per raccogliere informazioni sinora mancanti e avere un vero piano delle acque, necessario per conoscere, ad esempio, le cause degli inquinamenti e accertare illeciti.
PRESIDI TERRITORIALI. Nessuna stazione in meno. C'è, anzi, in programma un potenziamento di 250 persone per integrare le risorse trasferite. Per l'Abruzzo si tradurrà in una decina di arrivi in tutto, con un paio di forestali carabiniere destinati ai 4-5 presìdi più sforniti, che in regione si trovano nel sud del Chietino e nel nord del Teramano (all'Aquila hanno bisogno di rinforzo i Comuni di Scanno e Secinaro). Invariati sono anche gli Uffici territoriali per la biodiversità dell'Aquila, di Castel di Sangro e di Pescara, anello fondamentale della catena del monitoraggio naturalistico, data la presenza in Abruzzo, regione verde d'Europa, di 14 riserve naturali dello Stato. Rinforzi per i Nuclei antiveleno cinofilo: è previsto, infatti, l'arrivo di due cani antiveleno a Villetta Barrea per la creazione di un nuovo nucleo operativo cinofilo oltre a quello storico del Parco nazionale del Gran Sasso.

