Addio al notaio che fece rivivere l’Eremo del Vate

18 Dicembre 2019

È morto a 91 anni Fernando De Rosa: si era stabilito a Pescara nel Dopoguerra Originario di Cassino, sopravvisse ai bombardamenti che raccontò in un libro

PESCARA. Sono stati celebrati ieri nella cattedrale di San Cetteo i funerali del notaio Fernando De Rosa, venuto a mancare lunedì all’età di 91 anni. Il sindaco Carlo Masci, che ha partecipato alle esequie, ha ricordato De Rosa come «una persona di grandissima qualità, che nel Dopoguerra ha scelto di trasferirsi nella Pescara che era una città accogliente e in espansione». De Rosa era infatti nato a Cassino nel giugno del 1928, e prima di trasferirsi in Abruzzo aveva vissuto a Roma, dove era stato funzionario del ministero dell’Agricoltura.
Oltre che stimato professionista nell’ambito notarile, è stato anche appassionato storico delle vicende belliche della sua Cassino, alla quale era rimasto molto legato. Nel 2003 ha dato alle stampe il volume, poi ripubblicato dalla casa editrice pescarese Tracce nel 2011, “L’ora tragica di Montecassino”. Un libro nel quale De Rosa ha raccontato i drammatici eventi che hanno coinvolto Cassino durante la seconda guerra mondiale, e che aveva annotato in un diario. Proprio durante i bombardamenti del febbraio del 1944, il giovane “Nando”, allora studente ginnasiale non ancora sedicenne, perse un fratello e il padre, che era un imprenditore edile.
In Abruzzo il notaio De rosa era noto anche per aver rilevato e ristrutturato una parte dell’Eremo dannunziano di San Vito Chietino, sulla costa dei trabocchi. È la casa dove Gabriele D’Annunzio soggiornò nel 1889 insieme all’amante Elvira Natalia Fraternali, che il Vate ribattezzò “Barbarella”. De Rosa acquisì l’eremo dove il Vate trovò ispirazione e ambientazione per il “Trionfo della morte”, lo fece ristrutturare cercando di arredare le stanze come descritte nelle lettere inviate a Barbarella e nelle pagine del romanzo di D’Annunzio. Nel 2009 De Rosa poi riuscì a traslare qui le spoglie dell’amata del Vate, dopo che era scaduta la concessione della tomba dove riposava nel cimitero del Verano a Roma.
Il notaio negli anni scorsi fu anche protagonista di un episodio sul quale ironizzarono alcuni giornali cassinati: l’enciclopedia on line Wikipedia lo aveva confuso con un omonimo, l’anarchico milanese Fernando De Rosa che nel 1929 attentò alla vita del re Umberto II. Nonostante che l’altro De Rosa fosse morto nel 1936, è all’attentatore anarchico che Wikipedia, per diverso tempo, ha attribuito il libro del notaio sui bombardamenti di Montecassino.(a.r.)
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