Addio al partigiano Cappellucci eroe della Seconda guerra

19 Aprile 2023

Nel 1945 salvò la vita a decine di prigionieri in fuga dal campo di concentramento di Roccamorice Tanti i messaggi di cordoglio: «Se ne va un pezzo della nostra storia». Stamattina i funerali a Pescara

CARAMANICO. Nel 1945 salvò decine di prigionieri in fuga dal campo di concentramento di Roccamorice, nascondendoli in casa sua. Fece la sua scelta di coraggio che ha segnato la storia dell’Italia. A 99 anni, Nicola Cappellucci, per tutti Nicolino, è venuto a mancare. Era uno degli ultimi partigiani pescaresi rimasti in vita. Gli altri sono Adolfo Ceccherini, 102 anni da compiere e il quasi 98enne Alberto D'Anniballe, di Spoltore. A loro tre insieme ad Abramo Rossi, prigioniero dei nazisti in due lager in Austria, è dedicata una cerimonia organizzata per il prossimo 24 aprile dalla prefettura di Pescara, ma Cappellucci non ha fatto in tempo.
Originario di Caramanico Terme, dove ancora andava per trascorrere le vacanze, e padre di Domenico Cappellucci, pediatra e di Maria Concetta, laureata in Giurisprudenza, Nicolino ormai da anni viveva a Pescara. Dopo la guerra ha lavorato come funzionario del Genio civile. I drammi vissuti negli anni della Guerra gli sono rimasti impressi nel cuore e nell’anima, e ha sempre cercato di trasmettere i valori della Resistenza, con il suo impegno nell’Anpi, di cui negli anni Novanta è stato presidente provinciale. «La triste notizia ci ha lasciati sgomenti, senza parole: con lui se ne va un pezzo della nostra storia», si legge sulla pagina Facebook di Anpi Pescara che lancia «la promessa di portare avanti gli ideali e i principi che spinsero Nicola alla scelta di diventare partigiano e di combattere contro il fascismo, il nazismo e contro ogni forma di discriminazione e di ingiustizia».
«Cappellucci è stato un giovane che ha scelto da che parte stare», ha affermato il presidente provinciale dell’Anpi, Nicola Palombaro, «a costo della vita. Era una persona con una voglia di vivere incredibile, cordiale con tutti. Tempo fa ci siamo visti per una lunga video intervista. In quella come in tante occasioni lui ribadiva sempre della necessità di impegnarci a portare avanti tutto quello che c’è scritto nella Costituzione, che ha sempre definito un testo “bello, ma non applicato”. Quella promessa vogliamo mantenerla». «Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, ci fu la fuga dal campo di concentramento di Roccamorice sulla Maiella, e tutti i prigionieri per raggiungere la zona liberata dell’Italia, sono passati per Caramanico», ha ricordato Mario Mazzocca, ex sindaco della cittadina e vice presidente provinciale dell’Anpi. «Diversi non ce l’hanno fatta, mentre altri sono rimasti nascosti fino alla liberazione e tante persone le ha protette proprio Nicolino, che era parte del Comitato di liberazione nazionale». «Mi avrebbe fatto piacere conoscere questo illustre concittadino di Caramanico», ha detto il sindaco Luigi De Acetis, che in questi giorni ha ricevuto l’invito dalla prefettura per partecipare all’evento in onore proprio di Cappellucci e degli altri partigiani. «Proprio a ridosso del 25 aprile piangiamo la perdita del partigiano Nicola Cappellucci», ha commentato il senatore Michele Fina, segretario del Pd abruzzese, «un esempio di coerenza, eroismo, attaccamento ai valori di libertà e di democrazia». L’ultimo saluto si terrà questa mattina alle 11,30, nella chiesa Regina della Pace di via Raffaello. La salma verrà poi tumulata nel cimitero di Caramanico.