Addio al prete-ragioniere

Trovarelli, dal negozio in via Genova alla vocazione a 49 anni
PESCARA. È stato ragioniere e titolare di una azienda di elettrodomestici a Pescara, in via Genova, fino all’età di 49 anni, quando la chiamata del Signore è diventata irrinunciabile e il 7 dicembre 1985 è stato ordinato sacerdote da monsignor Antonio Iannucci. La parabola di vita di don Antonio Trovarelli, 85 anni, originario di Cugnoli, parroco a Montebello di Bertona, Villa Oliveti di Rosciano, vicario nella cattedrale di San Cetteo e servitore nella chiesetta dell'Adorazione in via dei Bastioni, si è conclusa alle 23,15 di giovedì a Bolognano, nella sede della Fondazione Paolo VI dove era ospite da un mese. «Era malato da tempo, ma ha sempre servito la Chiesa locale, prima nel lavoro pastorale, soprattutto nella cattedrale e nella chiesa dell’Adorazione, poi, nei periodi più difficili, sostenendo il cammino della diocesi nella preghiera» è il ricordo commosso di monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne. I funerali del sacerdote, a lungo ricoverato negli ultimi anni in residenze assistite tra Pescara e Francavilla, si terranno oggi alle 16 nella chiesa di Santo Stefano protomartire, a Cugnoli, nel paese dove è nato il 29 luglio 1936 da papà Vittorio e mamma Clotilde, agricoltori di contrada Le Case. Lascia i fratelli Enrico e Mario e la nipote Domenica. La cerimonia funebre sarà officiata da don Augusto Gobeo, 77 anni e da 47 alla guida della parrocchia che il giovane Antonio frequentava con assiduità. «Veniva sempre a pregare», racconta il padre spirituale del futuro seminarista al San Pio X di Chieti, «avevo capito che qualcosa stava germogliando e gli chiedevo dei suoi tormenti. Nel suo cuore conosceva le risposte che maturò dopo grandi travagli interiori. Era meticoloso, aveva una spiritualità intensa, molto devoto alla Madonna e a San Pio». Numerosi sono stati i pellegrinaggi organizzati da don Antonio a Medjugorje e nella terra del santo di Pietrelcina, in collaborazione con l'Unitalsi. Il primo incarico di sacerdote a Montebello, ma l’attività pastorale più impegnativa è stata per 13 anni, tra il 1986 e il 1999, nella chiesa della Beata Vergine Maria del Rosario, a Villa Oliveti, per poi lasciare il testimone (durante la transizione della giurisdizione parrocchiale da Montecassino a Pescara-Penne) a don Marco Spadaccini, attuale parroco anche a Villa San Giovanni, Rosciano e Piano Fara. «Ricordo un sacerdote con una forte fede, dal carattere riservato che diventava più aperto e gioviale durante i lunghi viaggi in autobus che organizzava con i fedeli», rivela don Marco, «e con i giovani del paese programmava l’attività delle feste patronali, Santa Rita il 22 maggio e San Lorenzo, il 10 e 11 agosto».
«Lo zio Antonio era il punto fermo della nostra famiglia», dice la nipote, Domenica Trovarelli, titolare di un agriturismo a Cugnoli, «amava tantissimo la sua comunità parrocchiale, sempre ligio al dovere. Con lui sono stata a Medjugorie nel 2010, quando andò in pensione, ed è stata una bellissima esperienza, era pieno di curiosità verso nuovi luoghi». Per il fratello Enrico, ex dirigente Enel, otto anni più piccolo, era semplicemente Tonino. «Tonino non si è mai sposato, era molto perspicace e da bimbo andava benissimo a scuola. La sua vocazione è arrivata in tarda età e quando ci comunicò di voler diventare sacerdote andammo in apprensione, ma poi capimmo che era la sua strada e così ottenne la benedizione della famiglia».

