Addio all’ex cementificio Arriva il centro turistico

19 Novembre 2024

Partita la demolizione dell’opificio abbandonato, sparirà entro la fine del 2025

PESCARA. Entro la fine del prossimo anno, l’ex cementificio sparirà dalla vista dei pescaresi e dei tanti turisti che prima di arrivare in città sono costretti a vedere sull’Asse attrezzato quella fabbrica abbandonata, diventata negli anni il simbolo del degrado. Ieri sono cominciati i lavori di demolizione del vecchio opificio di via Raiale servito negli anni Sessanta per costruire Pescara. Ora al suo posto nascerà, entro cinque anni, un centro turistico futuristico a forma di nave da crociera dotato di area convegni, auditorium, ostello e bio farm per ospitare centinaia di turisti provenienti da tutto il mondo per visitare l’Abruzzo.
L’ambizioso progetto di trasformare una fabbrica obsoleta in qualcosa di utile per l’intera regione è di fatto partito ieri con il primo colpo di benna da parte delle ruspe. Un’operazione simbolica è stata accompagnata da una cerimonia con il sindaco Carlo Masci, il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, i titolari e i tecnici della Calbit, la società che acquistò la fabbrica nel 2018 con la speranza, poi naufragata, di rimettere in moto il cementificio fermo dal 2015. Assente per un lutto familiare l’ex assessore comunale all’urbanistica Isabella Del Trecco, che per prima ha creduto nel progetto di rigenerazione urbana portando fino al traguardo l’intero iter amministrativo del piano presentato dalla Calbit.
13 MESI CON LE RUSPE
Sono cominciati ufficialmente ieri e andranno avanti fino a dicembre 2025 i lavori di demolizione dell’ex cementificio. Dovranno essere eliminati oltre 320mila metri cubi di cemento armato e ferro che verranno poi riciclati con un apposito impianto mobile di recupero. «Oggi ci concentriamo esclusivamente sulla demolizione del complesso», ha spiegato l’architetto Giovanni Marchionne dello studio MetaLab che ha realizzato la progettazione, «un obiettivo primario che siamo riusciti a raggiungere nei tempi programmati nel 2022, quando abbiamo iniziato a pensare a come riutilizzare il sito. Parliamo di un sito inquinato e dunque l’operazione odierna consentirà non solo la bonifica del territorio, ma anche ambientale. Per evitare che i camion attraversino la città è stata concordata con l’Anas la riapertura della rampa di uscita nei pressi del cementificio. Abbiamo ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie per le caratterizzazioni ambientali utili alla demolizione. Il Comune di Pescara ha fatto la propria parte pur trattandosi di un intervento interamente privato.
Presenti ieri alla cerimonia anche i rappresentanti della Calbit Aniello Caturano, Salvatore De Lucia e l’impresa che effettuerà l’intervento l’Ati demolizione Rapino-Tim recuperi. La spesa per demolire l’intera fabbrica, conservando solo un silos, è di 10 milioni.
IL CENTRO TURISTICO
«Un’altra giornata storica quella odierna per Pescara», ha detto Sospiri, «nata e cresciuta anche grazie alla presenza di una fabbrica che ha dato lavoro a centinaia di persone, ma che negli ultimi anni aveva instaurato un rapporto doloroso con il territorio, terminato nel 2015 con la chiusura dei forni». «Da oggi», ha fatto notare Masci, «i pescaresi vedranno l’abbattimento progressivo di 320mila metri cubi di cemento, 4 volte il Ferro di cavallo e iniziamo a liberare uno spazio che da anni rappresentava un detrattore ambientale».
Dal 2026, quindi, partiranno i lavori per realizzare il centro turistico che costerà complessivamente circa 150 milioni di euro. L’intervento sarà completato in 5 anni, ossia nel 2031. Si comincerà con la realizzazione della bio farm per la produzione di cibi bio nell’ex centro Milesi. Il progetto prevede, inoltre, la costruzione di un edificio su 5 livelli con uffici della reception dell’area convegni e il check-in per l’ostello. Ci saranno poi un auditorium, uffici delle società che affittano bici, moto e auto. Dalla hall si accederà all’area di sosta breve per i minibus, van, ncc e taxi. Nella struttura saranno presenti operatori con il compito di fornire ai turisti informazioni e prenotazioni per musei, parchi, alberghi, ristoranti. Dell’ex fabbrica resterà in piedi solo il silos a ridosso dell’Asse attrezzato dove sorgerà il museo del cementificio diviso in 10 piani con un ristorante panoramico all’ultimo piano. «Con l’abbattimento dell’ex cementificio anche questa zona della città cambierà volto e si potrà completare il suo processo di riqualificazione», hanno commentato il coordinatore regionale della Lega Vincenzo D’Incecco, l’assessore Adelchi sulpizio e i consiglieri Maria Luigia Montopolino e Andrea Salvati.