Addio alla prof Berenice «La sua vita era una sfida»

6 Marzo 2021

De Laurentiis aveva 71 anni. È stata docente al liceo Classico e al Bellisario È morta nel sonno in casa. Il figlio Andrea: eri il nostro gigante. Oggi i funerali 

PESCARA. «Cara mamma, sei stata un gigante che ha onorato la sua vita, fino all’ultimo giorno, in una continua sfida». Sono parole intrise nel dolore, ma non nella disperazione, quelle di Andrea Paci in ricordo della madre, Berenice De Laurentiis, pescarese, prof di Lettere al D’Annunzio, morta giovedì alle 6, a 71 anni, nell’abitazione di Spoltore. La sua seconda dimora era a Pescara. Amava il sole e il mare, la prof Berenice, al punto da ricrearsi un piccolo eremo immerso nel verde di fronte allo stabilimento Il Traghetto. In estate, il suo orizzonte sull’Adriatico. Indimenticata anche dagli studenti e colleghi del Classico e Bellisario, e dell’associazione Gaia, che sui social le hanno postato messaggi carichi di affetto: «Professoressa ci mancherai tanto».
L’insegnante De Laurentiis, Nice per tutti, lascia il marito Renzo Paci, ex docente di educazione fisica al Manthoné col quale aveva da poco festeggiato i 40 anni di matrimonio, i figli Andrea, barman a Bologna; Antonio, Alessandro, il nipotino Renzo, le nuore Laura e Nina, il fratello Francesco. I funerali si terranno oggi alle 15,30 nella chiesa dello Spirito Santo.
Nata in via Chieti, il 7 luglio 1949, la docente, laureata in Lettere classiche, è stata alunna del liceo D’Annunzio nella stessa sezione A dove in seguito ha insegnato per una ventina d’anni fino a 15 anni fa, quando è andata in pensione. Collega e amica è stata Annateresa Rocchi, ex preside dell’Acerbo, che ricorda «la sua grande passione per la cultura classica e i viaggi, insieme, nei luoghi della Grecia antica, Atene, Olimpia, Delfi, che raccontava ai suoi alunni con un taglio di modernità. La sua foto a Spoltore, postata tre giorni fa. Stava bene. Sono profondamente addolorata». Da anni, tra alti e bassi, combatteva contro una malattia insidiosa. «Ma era lei», prosegue l’ex dirigente Rocchi, «che nei momenti difficili dava forza a noi». Vitale, energica, trascinatrice, appassionata, piena di impegni: i corsi di ceramica e pittura, la poesia, lo yoga, i viaggi in Sicilia, Sardegna, Ischia, Dublino, Praga, Grecia. Assetata di conoscenza e sapere. «Mia madre è stata la colonna portante della nostra famiglia. La vita per lei era una continua sfida, sempre imprevedibile», racconta il figlio Andrea che l’ha scoperta sul letto di morte e poi sui social ha rivelato: «L'hai sempre detto che avresti voluto morire così, nel sonno, senza agonie, e anche questa volta sei riuscita nel tuo intento». La famiglia stretta nell’abbraccio di chi la conosceva: «Io devo tanto a tua madre: è stata la frase più bella e ricorrente che, tra le lacrime, è emersa in questo accadimento improvviso». Annuncia il figlio Andrea che la prof non sarà sepolta ma «le sue ceneri saranno disperse». Chissà, magari in quel mare che Berenice tanto amava.