Addio alla signora dei babbi Natale

29 Novembre 2019

Rosetta Montuoro ne aveva oltre mille provenienti da tutto il mondo

PESCARA. Rosetta se ne è andata nella stagione dell’anno che più amava, quella che precedeva il Natale. Quell’atmosfera magica che per lei iniziava a ottobre, quando cominciava ad aprire gli scatoloni per tirare fuori le centinaia di babbi Natale che aveva accumulato nel corso degli anni e che poi disseminava in giro per casa, il suo “personale museo” che apriva a tutte le persone a cui voleva bene. Ne aveva collezionati quasi mille. Pezzi unici, originali, minuscoli, enormi, di pezza, ceramica, legno o swarovsky, che Rosetta Montuoro, 76 anni, pescarese, scomparsa mercoledì alle 5 del mattino stremata dalla malattia contro la quale lottava da quasi venti anni, aveva acquistato insieme al marito Sergio Rossini, morto otto anni fa, o che gli amici le facevano pervenire da tutto il mondo.
La signora dei babbi Natale e di mille altre collezioni, tra cui i piatti blu da cui non si separava mai, era molto conosciuta in città come promotrice di eventi culturali, mostre di pittura e poesia, salotti letterari (il più celebre "Vaicavallovai"). Lascia i figli Alberto e Alessandro, le nuore Mariaelena e Stefania, la sorella Maria Luisa e i due adorati nipoti a cui aveva insegnato l'amore per le opere dei Carmina Burana.
Ieri mattina alle 10 i funerali della colta signora di origini siciliane (era nata ad Agira, provincia di Enna, il 20 luglio 1943) nella basilica della Madonna dei Sette Dolori, ai Colli. La cerimonia funebre è stata officiata da padre Egidio che ha chiesto a Rosa «di pregare per noi, per aiutarci a vivere bene la nostra vita fino al giorno in cui ci ricongiugeremo a te». Ha voluto dire addio a Rosa Montuoro, semplicemente Rosetta come tutti la chiamavano, il sindaco Carlo Masci che, dal pulpito, ha scosso i presenti con queste parole: «È il momento, questo, di celebrare il sentimento verso una persona, sempre discreta, che con la sua saggezza e le sue perle di cultura, ha dato molto a questo territorio. Molto più di quanto ha ricevuto».
Un lento rito che si ripeteva ogni anno e che iniziava in autunno. Uno ad uno, la signora che amava i babbi Natale, li tirava fuori dagli scatoloni e poi li sistemava sui mobili, sugli scaffali, sui davanzali, sulle poltrone, sui tavoli, in ogni angolo libero della casa dei Colli e, prima ancora, di Torrevecchia Teatina, dove aveva vissuto prima di scegliere Pescara come sua residenza.
Il Natale, a casa di Rosetta, si declinava in mille colori, luci soffuse, odori di incenso, elegantissime tavole imbandite di ogni ben di Dio dove si consumavano indimenticabili conviviali con gli amici più cari.
©RIPRODUZIONE RISERVATA