Addio Costantini, commerciante storico

Fornitore di materiale per i costruttori edili, era stato campione di giavellotto. Aveva 87 anni, domani i funerali al Sacro Cuore
PESCARA. Un altro pezzo di storia di una Pescara che non c’è più, se n’è andato. Ieri pomeriggio, dopo una breve malattia, è scomparsoa 87 anni Linicio Costantini, che, per decenni, in città e nella zona, ha rifornito, con i suoi diversi negozi, i costruttori edìli locali con materiale da costruzione e ceramiche.
Diversi i locali che Linicio, originario di Giulianova, e trasferitosi, ancora bambino, in città, negli anni della Pescara da bere aveva aperto, e nella quale prese il diploma da geometra, all’istituto tecnico Tito Acerbo.
Uno, forse il più noto, era quello situato vicino all’ex cinema Capitol, in via Regina Margherita, mentre un altro era stato realizzato a Sambuceto. Anche se, prima ancora di dedicarsi al rifornimento dei materiali da costruzione, Linicio - papà di Carlo, avvocato, nonché ex deputato dell’Italia dei Valori, consigliere regionale e promotore del referendum sulla Grande Pescara - aprì delle falegnamerie industriali a Sambuceto e a Mosciano Sant’Angelo, la patria del legno.
In più celebre era la sigla, Cl, l’acronimo del suo cognome e nome, che puntualmente appariva, come pubblicità, durante le partite del Pescara degli anni ’70, sui piloni dello stadio. Ma almeno altre due attività di rilievo hanno contraddistinto la vita di Linicio, che oltre a Carlo, lascia altri tre figli: la prima, Margherita, moglie dell’avvocato Augusto La Morgia, e poi Francesco e Alessandro, oltre a otto nipoti. Linicio, infatti, negli anni ’50, è stato anche campione di lancio del disco e giavellotto. Molte le gare che si disputarono all’epoca, nel vecchio campo sportivo Rampigna, che spesso, come ricorda il figlio Carlo, «terminavano con un bagno nel fiume, visto che, mi raccontava mio padre, non c’erano le docce negli spogliatoi». Altri tempi, che però non hanno impedito, come riferisce ancora il figlio, «di far vincere a mio padre tantissime medaglie».
Ai successi sportivi di gioventù, Linicio, nella maturità, ha aggiunti, oltre a quelli imprenditoriali, quelli che una volta venivano chiamati del jet set. E la memoria va all’élite imprenditoriale del tempo, che, negli anni '70 e ’80, per un lungo periodo si riconobbe nell’esclusivo club Sea River, tutt'ora presente, sul lungofiume, in via Valle Roveto.
Un club di cui Linicio, insieme ad altri, fu promotore, e che incarnò il mainstream di quegli anni per la Pescara benestante e del lusso. Un luogo dove i più si fermavano ad ammirare gli yacht e le imbarcazioni ormeggiate più prestigiose, in quello che fu, di fatto, il primo porto turistico della città. Era, quella, una città di cui Linicio fu protagonista, insieme ai suoi amici di lungo corso, scomparsi anch’essi da tempo, come Walter Salvatore, noto assicuratore per Assitalia, e Renato Pirocchi, titolare di una concessionaria di automobili. I funerali di Linicio si terranno domani, alle 14,30, nella chiesa del Sacro Cuore.
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