Addio Gaslini, sciamano delle note che amava la classica e il jazz

PESCARA. Giorgio Gaslini, uno dei maestri della musica internazionale, si è spento all'ospedale di Borgotaro (Parma) ad 84 anni. Compositore, pianista e direttore d'orchestra, nato a Milano, città...
PESCARA. Giorgio Gaslini, uno dei maestri della musica internazionale, si è spento all'ospedale di Borgotaro (Parma) ad 84 anni. Compositore, pianista e direttore d'orchestra, nato a Milano, città dove ha conseguito sei diplomi di conservatorio, nella sua lunga carriera ha tenuto circa quattromila concerti in oltre 60 nazioni e firmato una discografia che supera il centinaio di titoli, come "Tempo e relazione", "Graffiti", "Indian suite", "Skies of Europe", "Cantos", vincendo diverse volte il Premio della Critica. All'impegno nel jazz ha affiancato anche la musica classica e ha composto lavori sinfonici, opere e balletti per i maggiori teatri italiani.
Ma la ricerca musicale di Gaslini si è spinta anche verso musiche di scena e colonne sonore, per i più prestigiosi registi di teatro, per la televisione e per il cinema, come le celebri note del film "La Notte" di Michelangelo Antonioni, premiate con il Nastro d'Argento. Nel 1996 Gaslini ha composto "Mister O", la prima opera jazz italiana, e il jazz è stato senz'altro l'amore più grande per lui, titolare già negli anni '70 dei primi corsi nei conservatori di Roma e Milano, una docenza che ha permesso la scoperta di una nuova generazione di talenti e l'ingresso ufficiale del jazz come materia di studio in tutti i conservatori del Paese. Intellettuale completo, iniziatore di correnti musicali e divulgatore della musica nelle scuole, università, fabbriche e ospedali psichiatrici, Gaslini è stato autore dei libri "Musica Totale", "Tecnica e arte del Jazz" e "Il tempo del musicista totale". Insignito della medaglia d'oro per meriti artistici dal Presidente della Repubblica e dell'Ambrogino d'Oro, Gaslini ha avuto un ottimo rapporto con l'Abruzzo, dove ha partecipato al festival Pescara Jazz, grazie all'amicizia con Lucrezia De Domizio Durini, autrice del libro "Giorgio Gaslini lo sciamano del Jazz" (Silvana Editoriale, 2009), contenente anche acquerelli originali del maestro che firmò la composizione "Il Bosco di Beyus", ispirata al grande artista tedesco vissuto a Bolognano. «Non abbiamo perduto solo un mito del jazz», commenta la baronessa Durini, a cui Gaslini ha dedicato il suo ultimo album "Piano works" «ma una di quelle persone che hanno segnato un'epoca in cui i valori del rispetto dell'uomo e dei principi essenziali della natura erano al primo posto. Oggi il mio ultimo omaggio è una grande corona d'alloro, simbolo di quell'alterità che Giorgio Gaslini ha sempre onorato con la sua arte».
Giorgio D'Orazio
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