Addio Lagatta, il sindaco simbolo della lotta per la bonifica di Bussi

Dal 2009 guidava l’amministrazione del paese salito alla ribalta per la discarica più grande d’Europa Sindacalista, tra i creatori di Bussinjazz, aveva 69 anni. Il figlio: le sue ultime parole, lottate per la pace
PESCARA. Sarà ricordato come il simbolo della battaglia per la bonifica della discarica più grande d’Europa scoperta nel 2007. Ieri mattina la comunità si è svegliata sgomenta e addolorata per la morte del sindaco Salvatore Lagatta, 69 anni, riconfermato per la terza volta appena un anno fa. Era stato eletto per la prima volta nel 2009, subito dopo il terremoto dell'Aquila. Era conosciuto come il sindaco-sindacalista, sempre dalla parte dei più deboli. Da tempo combatteva contro una malattia di cui non amava parlare e che non gli ha lasciato scampo. Da venerdì scorso era ricoverato all’ospedale di Sulmona per complicanze legate alla patologia e lì è morto la notte scorsa. Lascia la moglie Grazia Borcalli, manager aziendale, e il figlio Camillo, musicista.
DOMANI L’ADDIO La camera ardente è stata allestita nella chiesa di Santa Maria del Ponte, in largo Madonnina, mentre il funerale sarà celebrato domani alle 10 nella chiesa Maria Santissima Assunta. In un commovente post, il figlio Camillo rivela i suoi ultimi istanti di vita. «Le ultime parole di mio padre: “Militanti scusate se non connetto bene, volevo dirvi che dovete lottare per la pace”. Sei l’uomo più forte che conosco».
BUSSI IN LUTTO Tanti i messaggi di affetto arrivati alla famiglia del sindaco che sorrideva e rassicurava chi gli era vicino, malgrado la malattia insidiosa che non gli ha mai tolto la voglia di lottare per il bene della sua Bussi. «È stato il sindaco del cambiamento e aveva un cuore grande», riesce a dire il vice, Paolo Salvatore che ora porterà avanti il lavoro avviato da Lagatta che sognava un nuovo polo industriale laddove oggi ancora giacciono i siti inquinati e bonificati solo in parte.
Una politica sempre virata a sinistra e un passato da sindacalista della Cgil e Cisl e da imprenditore, quello di Lagatta. Negli anni ’80 è stato tra i creatori del Bussinjazz, storico appuntamento estivo che, in segno di lutto, probabilmente sarà rinviato e, nel tempo, dedicato al sindaco scomparso. «La sua volontà», ricorda Giuseppe Bucci, presidente dell’associazione Bussinjazz, «era quella di dare spazio al talento musicale che aleggia nel nostro paese. Salvatore fu tra i fondatori storici del Bussinjazz nel 1986 e di un club, il Saltonis, molto in voga negli anni ’80, dove si svolgevano jam session notturne che attiravano tantissima gente. Siamo profondamente addolorati, era una persona straordinaria che si batteva sempre per i diritti dei più deboli e che ha fatto tanto per la nostra associazione e per incentivare le iniziative culturali e sportive a Bussi». A maggio dello scorso anno Lagatta è stato rieletto per la terza volta. La malattia già non gli dava tregua. Dopo settimane di ricovero in ospedale, una campagna elettorale estenuante, ma voleva farcela: «Mi stanno chiedendo di rimanere e vorrei continuare il mandato per concludere gli interventi sul territorio iniziati 10 anni fa», diceva a marzo 2023. Dopo due mesi, la riconferma e la ripartenza.
L’ULTIMA VITTORIA I festeggiamenti col pugno chiuso nei ricordi del segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo: «Salvatore è stato un grande sindaco che ha lavorato con passione, competenza, intelligenza, amore disinteressato al servizio della sua comunità. Per questo è stato eletto tre volte sindaco. Salvatore ha lottato come un leone per la bonifica integrale delle discariche chimiche e per ridare un futuro occupazionale alla sua comunità. Era figlio di quella comunità operaia che aveva pagato un prezzo enorme a quella industria chimica di cui Salvatore conosceva ogni storia. Per una vita, da giovane militante di Lotta Continua, da sindacalista, da punto di riferimento di Rifondazione Comunista ha sempre denunciato e scoperchiato tutte le problematiche del polo chimico e difeso i diritti dei lavoratori e dei cittadini. Tutta la provincia di Pescara gli deve grande riconoscenza».
E scrive il presidente della Provincia Ottavio De Martinis: «Con immenso dolore mi stringo alla comunità bussese, per la scomparsa del sindaco Lagatta, una persona perbene, che ha lottato tanto per il suo territorio. Dal 2009 si è distinto in tutta la provincia per le battaglie contro la discarica sul territorio di Bussi, per la tutela della salute dei residenti e per la salvaguardia dell’ambiente. I cittadini lo hanno confermato alla guida della sua città per ben tre volte, riconoscendogli l’impegno che ha portato avanti per il bene della collettività».
il CORDOGLIO Dell’abruzzo «In questi anni con lui abbiamo combattuto fianco a fianco per bonificare il territorio comunale dalla discarica dei veleni. A nome personale e dell’intera giunta regionale porgo alla sua famiglia le più sentite condoglianze», scrive il presidente della Regione Marco Marsilio. «Un sindaco che ha saputo distinguersi nella costante azione di contrasto alla grave vicenda del sito inquinato, a tutela del territorio e della sua comunità», scrivono i parlamentari abruzzesi di Fratelli d'Italia, Guerino Testa, Etelwardo Sigismondi e Guido Liris. Cordoglio anche dai colleghi sindaci. Il prim ocittadino dell’Aquila, Pierluigi Biondi: «Stimato sindacalista e amministratore di lungo corso, da oltre dieci anni il suo impegno era rivolto alla tutela ambientale della Val Pescara e della sua comunità». Il sindaco di Torre de’ Passeri, Giovanni Mancini: «Un grande uomo, un amministratore lungimirante». E Gilberto Petrucci, sindaco di Penne: «Scompare una figura che si è battuta con tutte le sue energie per migliorare le condizioni della sua comunità». E così lo ricorda l’ex presidente della Provincia Pino De Dominicis, di Bussi: «Molte posizioni ci hanno diviso, ma il rispetto per l’istituzione è sincero. Sarà ricordato come il sindaco che si è battuto per le aree inquinate».

