Addio parcheggio Via libera del Comune al supermercato

24 Maggio 2018

Approvata la delibera per il cambio di destinazione d’uso Assenti le consigliere del M5S: cestinati 90 emendamenti

PESCARA. È bastata una manciata di minuti. Ed è filato tutto liscio, senza alcun intoppo, senza opposizione né ostruzionismo. Il consiglio comunale ha approvato in meno di trenta minuti, ieri mattina, la delibera che dà il via libera all’apertura di nuovo supermercato in via Bologna acconsentendo al cambio di destinazione d’uso dell’attuale parcheggio. Doveva essere una seduta fiume e tutta in salita, perché le consigliere del Movimento cinque stelle Erika Alessandrini e Enrica Sabatini avevano presentato 90 emendamenti alla delibera, contestata dal punto di vista tecnico e politico.
Ma alle 10, quando il consiglio comunale si è riunito per avviare la discussione, nessuna delle due era presente in aula. Ecco perché gli emendamenti del M5s sono decaduti «integralmente», così come è decaduta la sospensiva con cui sono state sollevate delle perplessità, sempre dalle pentastellate, sul voto della delibera in commissione. Non essendoci le firmatarie, emendamenti e sospensiva non sono stati né esaminati né votati dall’aula. Al suo arrivo in sala consigliare, quando gli emendamenti erano già finiti nel cestino, Alessandrini ha criticato Massimiliano Di Pillo, l’unico consigliere del Movimento giunto puntale a Palazzo di città. Ma, non avendo sottoscritto gli emendamenti, Di Pillo avrebbe potuto fare ben poco – anzi niente – per recuperare la situazione e salvare il gruppo dalla figuraccia. La consigliera del M5s ha anche provato a chiedere al presidente del consiglio comunale, Francesco Pagnanelli, di «salvare alcuni emendamenti e metterli in discussione» ugualmente, anche se in modo «irrituale». E ha ribadito i motivi della sua contrarietà alla delibera, che non sono solo tecnici ma anche di «opportunità politica» perché l’intervento riguarda «un posto particolare della città» e il supermercato potrebbe creare problemi di traffico. L’interesse pubblico dietro a un’operazione del genere, ha fatto notare, dovrebbe essere legato «alla creazione di luoghi attrattivi, destinati a cultura e socialità» e non è sufficiente parlare del «recupero di una superficie esistente e dell’impiego di alcuni lavoratori» nella struttura commerciale. Rivolgendosi agli altri consiglieri, ha chiesto di non fare solo considerazioni economiche legate al «contributo straordinario» che il Comune incasserà grazie a questa iniziativa. «Fate un bell’esame di coscienza», ha detto ancora ai colleghi consiglieri seduti sui banchi della maggioranza. Poi ha votato contro la delibera, insieme ai colleghi dell’opposizione. E il provvedimento è stato approvato con 12 voti favorevoli e 8 contrari.
Nessun commento in aula, da parte della maggioranza, sull’autogol del Movimento cinque stelle. «La rivoluzione dorme», ha ironizzato il sindaco Marco Alessandrini in un secondo momento. «I Cinque stelle avrebbero potuto bloccare la delibera. Ma è stato tutto pregiudicato da questo ritardo», si è limitato a dire dal Pd Emilio Longhi. «Per quanto riguarda la nostra posizione va chiarito che la procedura è partita su iniziativa del privato: gli uffici hanno acconsentito e la delibera è arrivata in consiglio comunale. Non si tratta di un atto politico e la nostra non è stata una presa di posizione politica. C’era libertà di coscienza».
In apertura di seduta il capogruppo di Fratelli d’Italia Guerino Testa ha chiesto e ottenuto che si osservasse un minuto di silenzio per la tragedia che si è consumata domenica con la morte di Marina Angrilli e della figlia Ludovica. La seduta è stata sospesa per poco, per consentire a Federica Rogato di leggere un testo pensato proprio per la bimba uccisa dal padre su un viadotto della A14. «Una morte assurda, che ha sconvolto tutti», ha detto il sindaco dagli scranni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA