Addio quota 100: ecco cosa cambia

Entrano in funzione i fondi esubero o di solidarietà, resta invece Opzione donna
L'AQUILA. La conclusione di Quota 100, prevista per fine anno, preoccupa i lavoratori per il possibile "scalone" insito nella riforma Fornero, che farebbe di nuovo schizzare l'età pensionabile da 62 a 67 anni. In realtà termina solo una parte del provvedimento, mentre restano in vigore, fino al 2026, molte possibilità di pensionamento anticipato. Resta la possibilità di andare in pensione a 67 anni di età anagrafica, ma con soli 20 anni di contribuzione, quindi con Quota 87. Si potrà continuare ad andare in pensione con 42 anni e 10 mesi di anzianità contributiva, 41 anni e dieci mesi per le donne, indipendentemente dall'età anagrafica. Pensione anticipata anche per i cosiddetti lavoratori precoci, che possono far valere 12 mesi di contribuzione effettiva antecedente al 19esimo anno di età e che si trovano nelle condizioni simili a quelle di Ape social ovvero la possibilità di accedere alla pensione entro fine 2026 con 41 anni di contribuzione, indipendentemente dall'età anagrafica.
Tra gli strumenti che saranno ancora attivi anche l'isopensione, che consente un anticipo fino a 4 anni (7 anni fino al 2023), con costi e contributi figurativi interamente a carico delle aziende con più di 15 dipendenti. Si potrà anticipare la pensione di 5 anni anche con i contratti di espansione, con oneri totalmente a carico delle imprese oltre i 250 dipendenti. Anche qui i requisiti sono 5 anni di anticipo rispetto ai 42 anni e 10 mesi (1 anno in meno per le donne), quindi anzianità di 37 anni e 10 mesi oppure 62 anni di età e 20 di contributi.
Gli stessi trattamenti, con meno vincoli, si potranno ottenere dall'entrata in funzione dei cosiddetti "fondi esubero o di solidarietà", oggi attivi per le banche e le assicurazioni. Probabile anche un rinnovo di Opzione donna, con un probabile innalzamento del requisito dell'età anagrafica, ferma al 2006: oggi si accede alla pensione con un calcolo totalmente contributivo, con 58 anni di età per le lavoratrici dipendenti (59 per le autonome) e 35 anni di contributi.
In odore di proroga anche Ape social, per disoccupati, caregiver e i lavoratori invalidi fino al 74%. Per queste categorie, i requisiti di accesso sono 63 anni di età e 30 di contributi, quindi Quota 93. Per i lavori gravosi è consentito il pensionamento a 63 anni di età e 36 di contributi.(m.p.)
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