Addio Santilli, scuola abruzzese in lutto

Fratello di Sandro, ex provveditore di Pescara, è stato direttore regionale e a capo della segreteria del ministro Moratti
PESCARA. Il mondo della scuola piange la scomparsa di Nino Santilli, 82 anni, direttore scolastico generale abruzzese per cinque anni, dal 2002 al 2007 e prima provveditore agli studi a Brescia e Verona per oltre 15 anni e capo della segreteria dell’ex ministro Letizia Moratti.
Santilli, fratello gemello di Sandro, storico provveditore agli studi pescarese, è morto ieri alle 8 all'ospedale di Pescara dove era ricoverato da alcuni giorni in seguito all’aggravarsi di una patologia contro cui combatteva da un paio di anni. Tanti i messaggi di cordoglio, stima e affetto, alla famiglia. Lascia la moglie Fernanda Bolognini, originaria di Sulmona; i figli Giampiero, Marco e Andrea, le nuore Silvana e Romina, i nipoti Lucrezia, Alessandro, Leonardo e Gabriele. In tanti hanno potuto salutarlo per l’ultima volta ieri alla camera ardente allestita all’obitorio dell'ospedale.
I funerali si svolgeranno oggi alle 11.30 nella chiesa della Visitazione di via Dalla Chiesa, officiati da don Cristiano Marcucci. Seguirà una cerimonia nel paese natale di Santilli, Campo di Giove, nell’Aquilano, dove la salma riposerà nella cappella di famiglia.
Nato il 23 novembre 1940, laureato in Scienze politiche ed esperto di diritto amministrativo, nel corso della sua vita professionale Santilli ha ricevuto numerosi riconoscimenti dal Capo dello Stato, compreso il Cavalierato della Repubblica. «Nostro padre è stato una istituzione nel mondo scolastico regionale», ripercorrono i figli Giampiero e Marco, «è stato il padre delle riforme scolastiche portate avanti col ministro Moratti. In Abruzzo è stato il primo direttore scolastico, amatissimo dagli insegnanti e dai presidi. Ha rappresentato una scuola attenta al lato umano, empatica, nel pieno rispetto degli insegnanti e dei genitori degli studenti verso i quali aveva sempre grande attenzione. In molti rimpiangono il suo lavoro».
Signore d'altri tempi, Santilli era profondamente legato ai suoi affetti. «Era un padre molto affettuoso, premuroso, prudente», ricordano i figli, «era un punto di riferimento per tutti, aveva un rapporto speciale con mamma e con i nipoti, che portava a teatro e alle partite del Pescara calcio di cui era tifoso come della Juventus. Con zio Sandro si sentivano ogni giorno per dialogare di cultura e di sport. Erano molto uniti e condividevano la passione per il loro lavoro». Quando era al Nord «era conosciutissimo nel tessuto industriale, frequentava Berlusconi, Berlucchi, Beretta. Era sempre misurato nei modi e nelle parole, le sue passioni erano anche il cinema, il ciclismo e i libri».
Il cordoglio del presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri: «Santilli era la scuola, che a partire dal 1964 non ha mai abbandonato, assicurando un impegno, una dedizione, una passione straordinari, oltre ogni misura. E anche dopo la pensione ha continuato a dedicare se stesso al mondo dell’istruzione, non facendo mai venire meno la propria irrinunciabile esperienza come una presenza discreta, ma tangibile, continuando a dispensare i propri consigli a tutta la nuova classe dirigenziale nelle cui mani ha lasciato la sua scuola. Santilli è stato l’emblema della scuola abruzzese, la figura più rappresentativa assieme al fratello Sandro, di quel mondo che ha segnato la storia del nostro Abruzzo. La sua scomparsa lascia un vuoto di sapere, di conoscenza, di cultura. La sua preoccupazione principale è sempre stata quella di coinvolgere i giovani, i ragazzi, di far capire loro quanto fosse importante studiare, conoscere e assorbire esperienze, una eredità da conservare».

