Adeguarle costerà molto: ecco quanto

Solo a Teramo è stata fatta una stima della spesa: per 25 istituti servono 160 milioni di euro
PESCARA. Gli interventi palliativi non servono. Pensare di mettere in sicurezza una scuole risparmiando è un errore grave. Somme come 200, 300 oppure 400mila euro, dal punto di vista della vulnerabilità sismica sono totalmente insufficienti.
A dirlo è uno dei quattro presidenti delle Province abruzzesi, l’unico ad essersi attivato in anticipo per non trovarsi scoperto nel giorno di riapertura delle scuole. Ma il teramano Renzo Di Sabatino, pur avendo investito per la sicurezza degli istituti superiori della sua provincia oltre cinque milioni di euro, ricavati dalla vendita della caserma dei carabinieri, si rende contro che la sicurezza vera ha un prezzo molto più alto. La Provincia di Teramo è infatti l’unica in Abruzzo ad avere stimato la spesa per l’adeguamento sismico di 25 istituti superiori. «Occorre una cifra molto elevata. Secondo i nostri calcoli superiamo i 160 milioni di euro», spiega Di Sabatino, « le cifre più elevate, superiori ai 10 milioni di euro, riguardano l’Iti Cerulli e lo scientifico Curie, entrambi di Giulianova, l’Alessandrini e il Pascal di Teramo. E’ evidente», aggiunge il presidente di Provincia, «che se avessimo a disposizione una cifra così elevata più che adeguare le scuole esistenti sarebbe conveniente creare un nuovo polo scolastico a prova di sisma». (l.c.)

