Adesso l’emergenza è nei pronto soccorso

6 Febbraio 2021

Gli esperti: troppo pieni di pazienti con i sintomi del Covid 19

PESCARA. Troppi accessi in pronto soccorso da parte di pazienti con i sintomi del Covid-19 o di persone che, già in cura a domicilio, si aggravano fino ad arrivare all’insufficienza respiratoria. Succede soprattutto a Pescara, epicentro, insieme al Chietino, di questa fase della pandemia. È l’allarme rilanciato dagli esperti. Se i dati di un singolo giorno dicono poco sull’evoluzione complessiva, la pressione negli ospedali che aumenta conferma il peggioramento della situazione.
Dell’Abruzzo parla anche il direttore generale della Prevenzione presso il ministero della Salute, Gianni Rezza, il quale conferma che a Chieti, tra i primi casi in Italia, «è stata identificata la variante inglese», più contagiosa del 70%.
Intanto i nuovi casi sono 276. E ci sono altri dieci morti.
ANCORA VITTIME. Il bilancio delle vittime sale a quota 1.498. Tornano, infatti, a salire i decessi. I dieci segnalati nell’ultimo bollettino, uno dei quali relativi ai giorni scorsi e comunicato solo ieri dalla Asl competente, riguardano persone di età compresa tra 57 e 94 anni: ben nove in provincia di Pescara e una in provincia dell’Aquila. Le nove vittime più recenti sono un 57enne di Scafa, un 71enne di Pianella, un 73enne, un 79enne, un 87enne, una 87enne e un 94enne di Pescara, un 82enne di Montesilvano e un 88enne di Luco dei Marsi.
NUOVI CASI. I 276 nuovi casi sono emersi dall’analisi di 3.669 tamponi molecolari: è risultato positivo il 7,52% dei campioni. La percentuale scende al 4,2% se si considerano anche i 2.770 test antigenici eseguiti. Dei nuovi positivi, il più giovane è una bambina di un anno della provincia di Chieti e il più anziano è un 95enne di Chieti. Quelli con meno di 19 anni, cioè in età scolare, sono 58: sei in provincia dell’Aquila, due in provincia di Pescara, 44 in provincia di Chieti e sei in provincia di Teramo.
LE LOCALITÀ. La località con più nuovi casi è Chieti, con 37 contagi recenti. Segue Francavilla al Mare (20). Sembra vivere una tregua Pescara (+19), dove giovedì erano stati accertati 115 nuovi casi e dove la media dell’ultima settimana è di 57 contagi al giorno. Poi ci sono Atessa (+18), San Giovanni Teatino (+13) e Lanciano (+11). A livello provinciale, l’incremento più consistente si registra proprio nel Chietino (+141). Seguono, con numeri più bassi, l’Aquilano (+41), il Pescarese (+37) e il Teramano (+33).
RICOVERI. Gli attualmente positivi sono 10.226 (-17 rispetto a giovedì). I ricoveri passano da 499 a 501. In particolare, 453 pazienti (+1) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva e 48 (+1, al netto di decessi, dimissioni e cinque nuovi accessi) sono in terapia intensiva. Al di là dei dati assoluti, però, per tutta la giornata sono stati tanti gli accessi in pronto soccorso, in particolare a Pescara, dove il Covid Hospital è al completo. Sono 23 i pazienti che negli ultimi due giorni sono stati trasferiti dal capoluogo all’Aquila con l’obiettivo di liberare posti letto.
VARIANTE INGLESE. Nel corso della consueta conferenza stampa del venerdì, il direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza, ha espresso un plauso nei confronti dell’Abruzzo, che ha individuato - tra le prime regioni in Italia - la presenza sul territorio della variante inglese. «A Chieti è stata identificata la variante inglese che ha maggiore trasmissibilità, ma per fortuna la risposta ai vaccini non è inficiata. Bisogna però intervenire prontamente, anche perché sembra possa infettare di più la popolazione pediatrica», ha detto Rezza, aggiungendo che, proprio per la presenza delle varianti, dobbiamo «fare in fretta a vaccinare». In Abruzzo il primo caso riconducibile alla variante inglese risale ai primi di dicembre. Gli esperti stimano che la variante sia responsabile del 40% dei casi emersi negli ultimi giorni a Pescara, percentuale che sale addirittura al 50% per Chieti.