«Adesso Luciani potrà anche demolire la Sirena»

Francavilla, non si placa il dissenso nel Pd cittadino dopo la candidatura del sindaco uscente. I consiglieri Di Renzo e La Barba: decisione calata dall’alto
FRANCAVILLA. La scelta dei vertici regionali del Pd di appoggiare la candidatura bis del sindaco Antonio Luciani alle amministrative di maggio 2016, spacca il partito cittadino.
I consiglieri comunali Stefano Di Renzo e Donato La Barba (all’opposizione della maggioranza Luciani), contestano la decisione calata dall’alto. «Il segretario regionale del Pd, unitamente a quello provinciale, ha scelto una linea politica per tutti i militanti del Pd di Francavilla, commissariando di fatto la sezione locale, in nome di un partito che ha la velleità di vincere su tutti e tutto» accusano i due consiglieri. «Questa scelta non è condivisibile perché butta a mare una politica costruita in opposizione all'amministrazione Luciani durata anni». Opposizione «ancora in essere: lo prova l'ultimo atto di sfiducia al presidente dell’assemblea, Rocco Paolini». I due consigliere ritengono che la presa di posizione dei vertici, «mortifichi il Pd locale e non tenga conto della realtà territoriale, sostituendosi a essa. Il risultato sarà quello di avere un Pd forse vincente ma sicuramente irrilevante, dove gli eletti dovranno fare quello a cui anni fa si erano ribellati: accondiscendere a tutte le imposizioni di Luciani, da ultimo la questione dell'imminente abbattimento di Palazzo Sirena» incalzano Di Renzo e La Barba toccando una nota dolente, che a suo tempo portò il Pd cittadino prendere le distanze dal progetto del sindaco, che prevedeva appunto la demolizione del corpo più vecchio di palazzo Sirena. In alternativa, il Pd propose una soluzione meno drastica, che preservava, pur rinnovandolo, l’edificio in stile razionalista costruito nel dopoguerra.
«Lo strumento delle primarie, più volte avanzato e sollecitato, non è stato ritenuto dai vertici abbastanza democratico» incalzano i due esponenti del Pd, «e si è preferito giungere alla spaccatura arrivando ad appoggiare Luciani in maniera diretta, senza spiegare il perché del dietrofront. Il fatto che si voglia vincere a tutti i costi non è una corretta giustificazione. I candidati del Pd non saranno condivisi, a cooptarli sarà Luciani».
A fronte di ciò, Di Renzo e La Barba, insieme «a una parte del direttivo e dei militanti» si ritengono «costretti a non avvallare la linea proposta dal segretario Rapino, che sembra essere solo un anello di una catena che dovrà sostenere la candidatura di qualcuno alle prossime politiche o regionali. Vogliamo credere che sia ancora possibile una politica diversa, non quella delle chiuse stanze dei bottoni, ma della coerenza e del vero rispetto del cittadino. Aderiremo a un progetto politico con al centro Francavilla» chiudono La Barba e Di Renzo «soltanto se questi principi troveranno applicazione.
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