Aereo fermo sulla pista per quasi 6 ore

Manca l’aria condizionata, il volo per Londra con 187 persone parte in ritardo. Malori tra i passeggeri e il personale addetto
PESCARA. Un pomeriggio da incubo, quello di ieri, per i 187 passeggeri imbarcati sull’aereo della Ryanair diretto a Londra. Doveva partire da Pescara alle 17.45 e arrivare in due ore e 40 e invece l’attesa si è protratta per quasi sei ore, visto che il decollo è avvenuto alle 23.20. E i disagi sono stati moltissimi per chi era a bordo e non vedeva l’ora di decollare per arrivare a destinazione. Qualcuno si è anche sentito male, tanto che è stato necessario l’arrivo dell’ambulanza.
A causare lo stop forzato, raccontano i parenti dei passeggeri in partenza, ci sarebbero stati dei problemi tecnici legati all’impianto di aria condizionata. Ma non solo quelli, perché a ritardare la partenza sarebbero stati anche degli impedimenti legati allo slot, cioè l’arco temporale a disposizione entro il quale va effettuato il decollo, pena il rinvio.
La situazione è apparsa via via più complicata per i passeggeri, mano a mano che i minuti passavano. E i minuti sono diventati ore, sempre di più, fino a diventare quasi sei. Quando si è capito che il decollo era impossibile le persone a bordo sono state invitate a scendere, immaginando che i tempi si sarebbero allungati. Poi, però, i passeggeri sono tornati a bordo, e c’era la speranza che fosse tutto a posto e che fosse arrivato il momento di lasciare l’Abruzzo. Ma non era così. Il caldo insopportabile ha creato difficoltà a chi si trovava sul velivolo: un’assistente di volo ha avuto dei problemi, ed è stato necessario ricorrere alle cure dei medici. E anche due passeggeri hanno avvertito un malore. Lo slittamento della partenza ha irritato non poco i viaggiatori, tanto più che l’assistenza non è stata quella sperata. Chi ha chiesto di avere dell’acqua, dicono sempre i parenti infuriati, «è stato costretto a pagare alla compagnia aerea low cost una sterlina e 80».

