Aereo precipita nel giardino e travolge i giochi dei bimbi

Due feriti: prima l’impatto con il tetto della casa, poi la caduta. I piccoli erano appena rientrati
ELICE. Pochi minuti e sarebbe successa una tragedia, in cui a rimetterci sarebbero stati anche dei piccoli bimbi che giocavano con la mamma nel prato prima del pranzo con i nonni. E invece, fortunatamente, questa volta per pochi giri d’orologio e qualche metro, l’incidente ha avuto tutt’altro esito. Rimangono ricoverati in ospedale i due protagonisti dell’incidente che ha visto lo schianto di un ultraleggero su un’abitazione privata, a pochi metri dalle quattro strade di Elice. I due uomini, Manfredo Sagazio, 70 anni, di Città Sant’Angelo, e Paolo Capio, 48 anni, di Pescara, non sono in gravi condizioni.
IL VOLO È domenica mattina, le condizioni meteo sono favorevoli per fare un giro in aereo. I due uomini sono piloti esperti da una vita. Nella vita hanno fatto e continuano a fare altro: Manfredo è un ex dipendente delle poste in pensione; Paolo è un architetto e docente universitario. Ma la passione per il volo li unisce da sempre. Sopratutto quando la si trasmette di padre in figlio: è il caso di Paolo che ha ereditato la passione dal papà, Luciano, uscito miracolato da uno schianto in aereo nel 2008 proprio a Elice (leggi l’articolo sotto). I due amici decidono di fare un giro in ultraleggero sopra le zone di Elice. Partono dalla rimessa di aerei che si trova nei capannoni dell’associazione “Avioclub Elice”, lungo via Tirino. I due, che fanno parte dello “Squadrone avvoltoi”, si alzano in volo a bordo di un ultraleggero, modello I-C217. Tutto procede tranquillo: le cinture sono allacciate e gli occhi sono attenti su ogni variazione d’aria. Poi arriva il momento di rientrare: l’ultraleggero giallo e grigio prende la rotta dell’Avioclub. A poco meno di 700 metri in linea d’aria c’è la pista di atterraggio. Intorno alle 11, i due iniziano le manovre di discesa: il tragitto prevede che l’aereo passi sopra via Tevere. Ma qualcosa va storto.
LO SCHIANTO Le cause sono ancora in corso di accertamento: c’è chi parla di un vuoto d’aria, chi di un guasto al motore. Fatto sta che Manfredo e Paolo perdono il controllo del mezzo. L’ultraleggero impatta prima sul tetto di una casa in via Tevere, sfiorando un pannello fotovoltaico. Ma c’è di peggio: per pochissimi centimetri e per una pura casualità, l’ultraleggero, ampio circa 10 metri, riesce a schivare i fili dell’alta tensione. Se già qui, i due piloti se la sono vista brutta, la catastrofe non è ancora terminata. Il muso dell’aereo prende la direzione del piccolo parco giochi di casa. Di qui, entra in gioco la fortuna che evita la tragedia. Sì, perché in quel parco giochi ci sono le bici dei nipotini, la casetta dei giochi, il tappeto elastico, il monopattino, i tavolini e le sedie per rubare gli ultimi raggi di sole dell’estate. E l’aereo va a finire proprio lì. Violentissimo l’impatto con il terreno: sotto il muso dell’ultraleggero rimane schiacciata la ruota di una piccola bici rosa su cui qualche istante prima giocava una bimba. A pochi centimetri c’è un piccolo monopattino viola. Nell’impatto a terra, l’ala destra dell’ultraleggero si spezza colpendo la struttura portante di un gazebo in giardino; a pochi metri la macchina bianca parcheggiata, una Fiat 500, rimane intatta.
LA CORSA IN OSPEDALE Pochi giri di orologio e i due bambini, che ieri sono andati a trovare i nonni per il pranzo, sarebbero stati travolti dall’aereo. Fortunatamente, la nonna richiama i nipotini in casa giusto poco secondi prima. Un boato dà l’allarme. I due piloti rimangono incastrati nell’aereo e per tirarli fuori ci sono volute le manovre del personale sanitario e due squadre dei vigili del fuoco, una arrivata da Pescara e l’altra da Penne. Manfredo viene trasportato all’ospedale Santo Spirito di Pescara con ferite agli arti inferiori, ma fortunatamente non gravi. Per Paolo, invece, c’è voluto l’intervento dell’elisoccorso che lo ha trasportato all’ospedale Santissima Annunziata di Chieti, dove è ancora ricoverato per un trauma toracico chiuso. Sul posto arrivano anche i carabinieri di Città Sant’Angelo per i rilievi. La casa viene circoscritta dal nastro bianco e rosso per evitare che i curiosi possano intralciare la messa in sicurezza dell’area. Ma il gran rumore dello schianto causa uno spavento per tutta Elice: dopo pochi minuti i residenti scendono in strada per prestare soccorso. Difficile dimenticare quella scena per la nonna dei nipotini, ancora scossa da quelle immagini che potevano trasformarsi in tragedia.

