Agenzia delle Entrate: la protesta dei precari

PESCARA. Dopo sei anni di lavoro al Centro operativo di Pescara dell’Agenzia per le entrate, dieci persone sono destinate a tornare a casa nei prossimi giorni. Sono i dipendenti della società che si...
PESCARA. Dopo sei anni di lavoro al Centro operativo di Pescara dell’Agenzia per le entrate, dieci persone sono destinate a tornare a casa nei prossimi giorni. Sono i dipendenti della società che si era aggiudicata l’appalto nel 2015 e che ha beneficiato di quattro proroghe semestrali. Nei mesi scorsi l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato un avviso per la selezione di dieci addetti e per gli assunti nel 2015 non c’è stata «neppure la possibilità di partecipare», come hanno raccontato loro stessi, ieri mattina, al prefetto Giancarlo Di Vincenzo, dopo essere stati ascoltati dal vice presidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari, del M5s.
«Il nostro contratto», spiega Lorenzo Finocchi per tutti i colleghi di Pescara che ieri hanno raggiunto piazza Italia, «scadrà il 24 maggio e ad oggi non abbiamo ricevuto comunicazioni. Nei mesi scorsi abbiamo scoperto con grande sorpresa, su Facebook, dell’avviso per la selezione di personale destinato a ricoprire, a tempo indeterminato, le nostre stesse mansioni» anche se nell’elenco delle qualifiche non figura quella di “archivista”, che è la loro (si occupano della posta e dell’archiviazione). L’avviso ha provocato «profonda delusione e amarezza» perché si è scoperto che non ci sarebbe stata alcuna possibilità di farcela, essendo prevista «l’iscrizione negli elenchi anagrafici dei Centri per l’impiego» e cioè la disoccupazione. E infatti sono stati esclusi per mancanza di requisiti.
I lavoratori del Centro operativo di Pescara hanno cercato di capire, si sono rivolti ai vertici della Agenzia delle Entrate, senza però ottenere risposta. E non riescono ad accettare di essere stati tagliati fuori, lo ritengono «ingiusto» perché «l’impegno è stato massimo, anche durante la pandemia» e continuano a chiedersi perché vengano lasciati a casa «pur avendo maturato esperienza e perché non sia stata presa in considerazione una procedura per regolarizzare la nostra posizione». Quando hanno visto l’avviso speravano «fosse arrivato il momento del contratto a tempo indeterminato e invece no, dovremo metterci alla ricerca di un lavoro in un momento non semplice». Hanno chiesto aiuto al prefetto, che hanno trovato «disponibilissimo e pronto ad informarsi» sull’accaduto, e oggi incontreranno il deputato Andrea Colletti, del M5s, sperando «in una interlocuzione con i vertici della Agenzia delle Entrate». Per Pettinati, che ha assicurato il proprio «appoggio anche per altre manifestazioni, sarebbe stato possibile un intervento dell’Agenzia delle entrate, considerato che l’avviso pubblico prevedeva la facoltà di modifica, in modo da far partecipare anche i 10 archivisti». (f.bu.)

