Aggredisce l’ex fidanzata in strada Bloccato e arrestato dalla polizia

22 Luglio 2020

Domiciliari per il 23enne di origine senegalese. La ragazza, di Montesilvano, lo aveva già denunciato A convincerla, i volontari dell’associazione Faviva. La presidente Profeta: «Era di nuovo sconvolta»

PESCARA. L’ha percossa e le ha perfino spento delle sigarette addosso. E quando la fidanzata ha detto basta, ha provato a riconquistarla. Ma sempre con la violenza, come è accaduto due sere fa in piazza Santa Caterina. Sotto gli occhi di alcuni cittadini, il 23enne di origine senegalese ha afferrato la giovane e le ha rubato la borsa, estraendo sigarette e soldi. Ma non ha avuto il tempo di fuggire perché è arrivata la polizia che lo ha trovato mentre stringeva ancora la sua ex da dietro.
Gli agenti della squadra Volante, diretta da Paolo Robustelli, hanno bloccato immediatamente l’aggressore, per poi arrestarlo per atti persecutori, considerato che nei suoi confronti era stata già presentata una denuncia, all’inizio del mese di giugno, proprio da parte della vittima. La giovane era stata convinta a fare questo passo dai rappresentanti dell'associazione Faviva, guidata da Carola Profeta, che l'hanno assistita dal punto di vista psicologico (con la dottoressa Federica Grassano) e legale (con l'avvocato Giancarlo Bigi). Il rapporto tra i due, spiegano dalla questura, si era concluso per via delle ripetute violenze fisiche e psicologiche da parte dell'extracomunitario, che vive a Pescara, nei confronti della fidanzata, una coetanea di Montesilvano.
La giovane ha cercato di troncare i contatti e ha sporto denuncia raccontando alla polizia i comportamenti del suo ex e presentando il certificato del suo medico, finalizzato a dimostrare le percosse. Ma l’aggressore ha continuato a cercarla e, due giorni fa, l’incontro in piazza Santa Caterina si è concluso con l’ennesimo scatto d’ira nei confronti della ragazza, salvata dalla tempestività di chi si è rivolto al 113 e ha fatto intervenire le pattuglie della polizia. E anche lunedì sera, come era successo all’inizio di giugno, la ragazza è stata accompagnata in questura da Profeta, dove le due sono rimaste fino a notte.
«Mi ha chiamata», racconta la presidente di Faviva, «e ha detto: “Sono in questura perché mi ha picchiato di nuovo”. L’ho trovata scossa». E, scossa, la ragazza lo era anche quando è andata per la prima volta nei locali dell'associazione, in viale Kennedy, 31, che ha al suo interno un Centro antiviolenza. «Quando è venuta da noi, accompagnata da un operatore sociale, ci ha raccontato delle botte a casa, degli episodi avvenuti davanti alla madre e al fratello minore, e ci ha parlato della sicurezza mostrata da questo giovane straniero, convinto che mai nessuno gli avrebbe fatto niente. Era stanca e avrebbe tanto voluto che il 23enne la smettesse di comportarsi così nei suoi confronti. Aveva paura, certo, eppure non era assolutamente convinta di sporgere denuncia. Ma noi le abbiamo assicurato il nostro sostegno, ma solo in caso di denuncia, e si è determinata». Due giorni fa la giovane ha acconsentito a «un ultimo appuntamento con il senegalese, per parlare», ma il 23enne non si è mostrato diverso dal solito e le ha messo le mani addosso. Considerati i precedenti, è finito ai domiciliari, in attesa della convalida. Per le persone così violente Faviva attiverà uno sportello, aperto a chi vuole seguire un percorso di gestione della rabbia.
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