Aggrediscono i poliziotti durante la rissa

Sette nordafricani bloccati in via Pellico mentre si prendono a pugni e cinghiate. Calci all’auto degli agenti, cinque arresti
PESCARA. Schiaffi, pugni, cinghiate. Se le stavano dando di santa ragione i sette maghrebini che la polizia ha sorpreso in via Silvio Pellico durante una rissa molto violenta e, alla vista degli agenti, il gruppetto ha aggredito gli uomini della squadra mobile, prendendo a calci l’auto di servizio.
Poi, una volta bloccati e accompagnati in questura, i nordafricani hanno continuato a infastidirsi reciprocamente e hanno cominciato a sbattere la testa contro vetri e pareti, generando ulteriore allarme. Per cinque di quei maghrebini è scattato l’arresto e sono finiti in carcere, dove rimarranno su disposizione del giudice Maria Michela Di Fine che ha convalidato l’arresto. Sono Yassine Assimi, 28 anni, Abderrahman Bourak, 29 anni, Yunes Mohamed, 29 anni, Zouhir Ezaki, 31 anni, e Abdelmajid Aouaj, 35 anni.
I motivi del pestaggio restano sconosciuti, per gli uomini della Mobile (diretti da Pierfrancesco Muriana) che alle 21.40 circa di venerdì sera hanno scoperto la rissa in via Silvio Pellico, una zona costantemente frequentata da stranieri. Discutevano animatamente e, oltre a tirarsi schiaffi e pugni al volto, si stavano frustando con le cinte dei pantaloni. È stato sufficiente che due poliziotti (in borghese) si qualificassero mostrando la paletta in dotazione delle forze dell’ordine per far scattare una reazione istantanea. Anziché fermarsi e placare gli animi, tre dei sette stranieri si sono lanciati contro la Fiat Punto della polizia cominciando a prendere a calci portiera e paraurti. Sono stati bloccati e immobilizzati all’istante dai poliziotti mentre gli altri inveivano a gran voce contro gli uomini della Mobile, agitandosi sempre più e minacciandoli. A quel punto da via Silvio Pellico è stata lanciata la richiesta di rinforzi e, all’arrivo di tre pattuglie della Volante e una della polizia stradale, sono stati bloccati altri due maghrebini mentre due sono riusciti a far perdere le tracce.
Il parapiglia è proseguito in questura, dove i cinque hanno ripreso la discussione e cercato di colpirsi a vicenda e poi, come se non bastasse, hanno cominciato a sbattere la testa contro il vetro e le pareti della sala d’aspetto. Solo uno è stato medicato in ospedale mentre gli altri quattro, rifiutando il trasporto al pronto soccorso, sono stati medicati direttamente in questura.
Il pubblico ministero di turno, Gennaro Varone, ha disposto per tutti il trasferimento in carcere. Si tratta di cinque persone senza fissa dimora e a carico di uno di loro esiste anche un foglio di via della questura mai eseguito.
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