Aggressione in via Aterno con caduta dal balcone, 66enne in carcere

14 Agosto 2026

Il giudice per le indagini preliminari convalida l’arresto per il pescarese, accusato di tentato omicidio. Ancora ricoverato il 36enne

PESCARA. Un’aggressione brutale, il sangue nell’appartamento di via Aterno e una disperata fuga dal secondo piano finita sul marciapiede. Resta in carcere L.C., il 66enne pescarese arrestato dalla polizia lo scorso lunedì con l'accusa di tentato omicidio nei confronti del 36enne pescarese, ancora ricoverato in gravi condizioni nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Pescara. A convalidare ieri mattina l'arresto e a disporre la custodia cautelare nel carcere di San Donato è stata la gip Mariacarla Sacco, accogliendo la richiesta del pm Enrico Barbieri. Il 66enne è difeso dall’avvocato Luca Pellegrini.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, al secondo piano dell'abitazione di via Aterno lunedì scorso, intorno alle 21, si sarebbe scatenata una violenta colluttazione, legati a dei prelievi fatti con una carta di credito. Il 36enne sarebbe stato colpito più volte con un coltello da cucina, riportando profonde ferite al polso, all'avambraccio e alla coscia. Per sfuggire alla furia del suo aggressore, il giovane si è visto costretto a scavalcare la balaustra del balcone al secondo piano. Dopo essere rimasto a lungo sospeso nel vuoto, ha perso la presa ed è precipitato rovinosamente al suolo, dove è stato soccorso dal 118 e ricoverato in rianimazione con prognosi riservata.

All'arrivo delle volanti, il 66enne – coperto di sangue e in forte stato di agitazione – ha continuato a inveire contro il giovane riverso a terra. La versione resa dalla moglie del 66enne, che parlava di ferite autoinferte dalla vittima, è stata ritenuta del tutto illogica e smentita dai riscontri medico-legali. Nell'ordinanza della gip si evidenziano «l'elevata pericolosità» del 66enne, già noto alle forze dell’ordine con ben 13 pagine di casellario, e l'assenza di autocontrollo: elementi che rendono la custodia in carcere al momento l'unica misura idonea a tutelare la collettività.

@RIPRODUZIONE RISERVATA