La pandemia da cocciniglia spaventa le pinete di Pescara

L’ecologista ed ex consigliera accusa di immobilismo. Il vicesindaco promette battaglia
PESCARA
Mentre a Pineto scatta l’operazione per salvare la pineta dall’infestazione della cocciniglia tartarugata, a Pescara divampa la polemica sulla gestione di quella che il vicesindaco Gianni Santilli definisce una vera e propria «pandemia» dell’insetto parassita che si nutre della linfa di alberi, arbusti e piante ornamentali, provocando un progressivo indebolimento della vegetazione. Da una parte l’ex consigliera comunale di Avs-Radici in Comune, Simona Barba, da sempre in prima linea per la salvaguardia dell’ambiente, accusa l’amministrazione comunale di aver trascurato l’emergenza, procedendo «al taglio sistematico e repentino degli alberi» anziché alla loro cura. Dall’altra, il vicesindaco Santilli difende a spada tratta l’operato del Comune, sottolineando come la giunta «non sia mai rimasta ferma». Anzi, il vicesindaco rimarca che gli stessi uffici di Pineto si sono confrontati con quelli di Pescara prima di agire, rivendicando un impegno continuativo fatto di «trattamenti, monitoraggi e azioni concrete» per fronteggiare la situazione. Resta il fatto che il tema del verde è stato denunciato più e più volte dai pescaresi. Nel corso degli anni sono stati tanti gli alberi tagliati, ma altrettanti, come sottolinea spesso l’amministrazione, quelli piantati. Di certo non è una questione da sottovalutare: il cambiamento climatico è ormai sotto gli occhi di tutti e ci toccherà fare i conti con stagioni sempre più calde, in un periodo in cui Pescara rimane da giorni contrassegnata dal bollino rosso.
LE POLEMICHE SUL VERDE
Saranno avviati da lunedì a Pineto i primi trattamenti contro la cocciniglia tartarugata, con la somministrazione del principio attivo abamectina nei giovani pini domestici colpiti dal focolaio e individuati tramite i recenti monitoraggi. Per salvaguardare il simbolo “verde” della città, il piano è stato messo a punto dopo una serie di riunioni operative a cui hanno preso parte il sindaco Alberto Dell’Orletta, il presidente dell’Area marina protetta Torre del Cerrano Fabiano Aretusi, i referenti degli uffici dei due enti e gli agronomi incaricati delle attività sul campo: Res Agraria per l’Amp, Vinicio Di Marco e Nicola Centorame per il Comune di Pineto. Dopo che la notizia è stata resa nota dal Centro, la Barba è intervenuta ai microfoni di Radio Super Hit per mettere a confronto la gestione delle due amministrazioni, dichiarando che «la diffusione del parassita è legata anche alla forte infestazione partita da Pescara, dove il problema è noto da tempo e, tuttavia, non è stato contrastato con la necessaria sistematicità». Al momento i dati comunali parlano di novemila pini, di cui 4.200 domestici a diretto rischio.
la DENUNCIA DELLA BARBA
«Sembra che Pescara abbia dichiarato guerra ai grandi alberi. Qui abbiamo il terzo focolaio, la situazione è molto grave», ha dichiarato l’ex consigliera ai microfoni del Centro. E poi la denuncia sull’operato dell’amministrazione: «Ogni tanto parte una profilassi, la famosa endoterapia, la fanno magari per 90 piante e poi si fermano. Tra il 2022 e il 2023 il Comune ha fatto trattare qualche centinaio di piante per la processionaria e, siccome nello stesso momento si poteva organizzare anche la profilassi per la cocciniglia, è stato deciso di non farlo. E le cure arrivano soltanto quando ci sono i fondi: è veramente assurdo. Non si capisce il senso, perché la cura costa 60 euro e va ripetuta ogni anno, ma abbattere costa circa un migliaio di euro. Se così fosse parliamo dunque di 240mila euro per curare tutti i 4mila pini domestici, oppure di 4 milioni». E conclude: «Ma la prima cosa che fa qualsiasi buona madre o padre di famiglia è conservare quello che ha, prima di investire in altri progetti». Il riferimento è al progetto del Parco Nord di Pescara: un piano di rigenerazione urbana finalizzato a trasformare un’area di oltre quattro ettari in un grande polo verde integrato al confine con Montesilvano. Il disegno, i cui lavori sono iniziati lo scorso febbraio, prevede un investimento complessivo di circa 1.293.945,63 euro finanziato tramite il Fondo per lo sviluppo e la coesione.
SANTILLI REPLICA
«Anche fuori dall’assise comunale, evidentemente in cerca di qualche minuto di notorietà dopo essere stata bocciata dagli elettori, Simona Barba continua a intervenire sul patrimonio arboreo cittadino. Il problema è che lo fa senza conoscere realmente ciò che questa amministrazione ha fatto, sta facendo e continuerà a fare», replica il vicesindaco Santilli. E prosegue: «Chi conosce davvero il tema sa anche che la cocciniglia non può essere considerata isolatamente. A Pescara stiamo portando avanti interventi che non hanno precedenti, per realizzare infrastrutture verdi e aumentare la superficie destinata all’ambiente, da nord a sud. L’esempio più evidente è l’accorpamento dei comparti 4 e 5 della Pineta dannunziana, che consentirà di ampliare il polmone verde di Pescara di altri 20mila metri quadrati, con nuove piante, alberi, arbusti. E poi c’è il Parco Nord». La Barba, però, non si tira indietro. E dice: «Se tirassimo fuori i dati su quanti alberi sono stati curati dal 2021, il risultato sarebbe impietoso, perché verrebbe fuori che un anno sono stati curati 400 pini, un altro anno nessuno, un altro anno ancora forse qualche altro centinaio. Cure completamente inutili, soldi buttati, perché, appunto, bisogna trattare tutte e quattromila le piante contemporaneamente. E non l’ho detto io, basta sentire gli stessi professionisti incaricati dalla sua amministrazione». Intanto, i numeri dello studio Mirificus indicano che la depavimentazione e la piantumazione abbattono le temperature urbane fino a 4°C, mentre le aree cementificate presentano picchi costantemente superiori di 4 gradi.


