Agosto sorride agli albergatori: c’è un’impennata di prenotazioni

Vacanzieri in arrivo da tutta Italia per soggiorni anche di 15 giorni grazie ai prezzi calmierati Ma adesso le strutture chiedono alla Regione di promuovere il territorio anche d’inverno
MONTESILVANO. Se a luglio i vacanzieri hanno fatto toccata e fuga, con uno o due giorni di pernottamento in città, ad agosto è boom di prenotazioni negli alberghi di Montesilvano. I turisti, per ora solo italiani, stanno arrivando dalla Lombardia, Piemonte, Lazio, Molise, Campania e Puglia. E allungheranno le vacanze fino a una settimana o quindici giorni. Chi è solo di passaggio, invece, di ritorno dalle ferie nei mari del Sud, si ferma di nuovo sul litorale adriatico per scoprire le bellezze della città di Dean Martin, del Jova beach party e del territorio circostante.
Un risultato carico di soddisfazioni e inatteso per gli albergatori che durante l'emergenza Covid hanno pagato un prezzo altissimo con la chiusura delle attività per mesi. E che ora chiedono al governo regionale e alle istituzioni locali di promuovere il territorio anche d'inverno, quindi tutto l'anno.
Malgrado le difficoltà, però, oggi il settore alberghiero si consola incassando la vittoria delle tante prenotazioni in arrivo nei giorni più bollenti dell'anno. E' fiduciosa Daniela Renisi, presidente dei Giovani di Federalberghi, dell’associazione AlberghiAmo, composta da una decina di piccole e medie strutture ricettive e titolare dell’Hotel Antagos (54 camere, riaperto il 18 giugno scorso), uno dei 19 alberghi di Montesilvano, bacino che conta 4500 posti letto e 1200 lavoratori stagionali.
«Stiamo avendo un ottimo risultato, inaspettato», commenta l'imprenditrice originaria di Otranto, nel Salento, «ad agosto la situazione è migliorata rispetto a luglio col turismo mordi e fuggi che abbiamo avuto. Ora i turisti, per il momento solo italiani, prenotano e vogliono rimanere una, due settimane. E' un ritorno all'antico».
Come vi spiegate questo fenomeno nel periodo che ha compromesso il comparto turistico?
«Anche i turisti di passaggio alla fine tornano da noi perché trovano una offerta di servizi variegata, prezzi calmierati, la possibilità di collegare mare e monti in pochi minuti, l'ambiente familiare che offre relax e comfort e non accolliamo penali in caso di disdetta. Per ora i vacanzieri arrivano da Lombardia, Piemonte, Lazio, Molise, Campania e Puglia: l'auspicio è che tornino i tempi degli arrivi di belgi e tedeschi, degli stranieri in generale, che affollavano con piacere la riviera. E anche delle tante manifestazioni sportive, come Ironman, che ci siamo fatti scippare da Cervia».
Basterà questa pioggia di prenotazioni per rilanciare il settore e l'indotto?
«No, lavorare solo un mese, ad agosto, non basterà a risollevare le sorti del territorio. Non servirà a colmare il danno causato dal lockdown con mesi di chiusura fino a giugno. Ospitare clienti per un giorno è più costoso, tra pulizie, cambio lenzuola, sanificazioni costanti. Alla tassa di soggiorno ci opponiamo perché già paghiamo il massimo dei coefficienti per i rifiuti. Molti di noi non hanno ancora deciso, quando e se, riaprire».
Il bonus vacanze funziona?
«Sì, sta prendendo piede. Ma alcuni lo hanno rinviato tra settembre e dicembre, in bassa stagione. Perché questo è il dramma».
Quale?
«Siamo ancora carenti di comunicazioni tra enti e alberghi. Chiediamo alla Regione, ai Comuni, di promuovere l'Abruzzo per farlo conoscere anche agli abruzzesi che devono poter scegliere un turismo integrato di tutti i mezzi di trasporto. Va benissimo il Jova beach party, ma servono più eventi spalmati durante l'anno per far arrivare gente continuamente. La nostra è una industria che ha bisogno di studio e analisi dei flussi turistici».
Che cosa chiedono i vostri ospiti?
«Stanno tornando i clienti storici e ne siamo orgogliosi. Hanno voglia di stare all'aria aperta, di godersi il mare e il buon cibo di cui siamo maestri, apprezzano le cose semplici come una passeggiata o un gelato, insomma hanno voglia di libertà. Le nostre spiagge sono incluse nel pacchetto e i costi per l'ospitalità dei bambini sono low cost o azzerati. In tanti viaggiano con gli animali, cani, gatti, pappagalli, tartarughe. Poi ci sono anche le richieste assurde, del tipo: io mangio poco, vorrei la mezza pensione col primo a pranzo e il secondo a cena».

