Agricoltori vestini in ginocchio «Stato di calamità per i danni»

Pasqualone (Giovani imprenditori agricoli) si appella al sindaco di Penne: pratiche da avviare subito E Domenicone (Coldiretti): «Ci sarà un crollo del 30 per cento nella produzione di cereali e grano»
PENNE. Il comparto agroalimentare vestino è in ginocchio. Dai piccoli ai grandi imprenditori agricoli hanno subìto danni ingenti dalle forti piogge cadute a dismisura nelle scorse settimane. C’è anche chi ha visto distrutti i raccolti e i lavori di una vita. «Chiediamo al sindaco di Penne Gilberto Petrucci di avviare le pratiche necessarie per ottenere lo stato di calamità per risarcire i tanti danni subiti dalle aziende agricole del territorio dopo l’ondata di maltempo delle scorse settimane», spiega Diego Pasqualone, imprenditore agricolo dell’omonima azienda e presidente Agia (giovani imprenditori agricoli). «Nella viticultura registriamo danni stimati in un 70% della produzione. Discorso a parte va fatto per gli ortaggi: per le colture protette in serra (pomodori), essendoci poco sole, ci sarà una produzione ridotta del 50%, mentre sui trapianti in pieno campo, come ad esempio i pomodori da salsa, il 50% risulta non piantato e il 50% non è certo che andrà in produzione. L'olivicoltura», prosegue Pasqualone, «è un punto interrogativo. Se il tempo continuerà in queste condizioni ci saranno grossi problemi. Il maltempo oltre a danneggiare noi produttori porterà un innalzamento dei prezzi per i consumatori. Parliamo di più del doppio, con le ciliegie, ad esempio, che da 3 euro al kg sono balzate a 8 euro».
Sono oltre 400 le aziende di zootecnica e comparto ortofrutticolo dell’area vestina e quasi tutte fanno i conti con danni e problematiche nella produzione. Anche il presidente Coldiretti Penne, Federico Domenicone, ha evidenziato come le forti piogge abbiano compromesso più di un’attività del comparto agroalimentare vestino. «Ci sarà un crollo del 20-30% nella produzione di cereali e del grano. Il latte, invece, oggi viene venduto a -7 centesimi al litro da noi produttori, con un crollo del 15% rispetto al passato. Il mangime, invece, necessario per fare magiare il bestiame è sceso solo del 5 % creando uno scompenso del 10% molto importante. A causa della pioggia», conclude il presidente di Coldiretti Penne, «ci sarà uno sfalcio ritardato e di conseguenza una fienagione di pessima qualità». Sono circa 400 le aziende di zootecnica e comparto ortofrutticolo che insistono sul territorio dell’alta area vestina. Aziende che negli anni hanno dovuto far fronte prima a crolli di stalle e capanni, con conseguenti perdite di bestiame, poi con la siccità e i rincari dei costi dell'energia e in ultimo il maltempo.
Nel momento di massima emergenza a Penne sono esondati due torrenti, il Baricella e il Mirabello, e sono stati registrati smottamenti in diverse zone: Collalto, Valletraglia e Santa Maria di Mirabello. A Villa Celiera, invece, da una prima stima approssimativa, i danni su strade e infrastrutture ammontano a circa 500 mila euro. Anche a Montebello di Bertona diverse piccole aziende agricole sono state letteralmente messe in ginocchio. La situazione non è stata migliore a Farindola, dove è stato necessario l’intervento di mezzi specializzati per evitare il deflusso delle acque dei fossi sottostanti le strade comunali in contrada Rigo, contrada Centrale e contrada Pietralunga.

