Agricoltura, bloccati fondi per 343 milioni

20 Giugno 2019

È drammatico il quadro dei finanziamenti non erogati dalla Regione alle aziende I più colpiti sono i giovani imprenditori: centinaia di loro rischiano di chiudere

PESCARA. Le imprese agricole in ginocchio sono tremila. E i fondi pubblici bloccati hanno raggiunto quota 343 milioni di euro. Parte da qui la terza puntata dell’inchiesta giornalistica del Centro sui finanziamenti mai arrivati agli agricoltori abruzzesi. Il quadro è drammatico. La Regione, per il settennato 2014/2020, ha in dotazione, da parte dell’Unione Europea, 432,8 milioni da utilizzare all’interno del Programma di sviluppo rurale (Psr).
SOLO UN QUINTO. A questa somma si arriva grazie ai cofinanziamenti di 207,7 milioni come quota Feasr (Ue); 157,5 milioni quota Stato e 67,5 milioni quota Regione. Ma i fondi realmente erogati sono appena un quinto: 89,7 milioni. Questo quadro d’insieme del Psr porta alla luce come la macchina amministrativa non riesca a lavorare in maniera corretta e nei tempi giusti. E mette in risalto le gravi lacune di un apparato lento e farraginoso ereditato dalla nuova giunta.
ATTESE RECORD. I ritardi, nelle ultime settimane, sono aggravati dal fatto che il Dipartimento regionale all’Agricoltura, dal 14 giugno, è rimasto senza direttore, che è andato in pensione. Si attende una nomina ad interim, e si fa il nome di Vincenzo Rivera. Ma le graduatorie stanno subendo gli stop dal Tribunale amministrativo regionale per gli inevitabili ricorsi degli imprenditori non ammessi ai fondi. E chi lo è stato si vede relegato a tempi d’attesa di 26 mesi.
ECCO I NUMERI. Il Centro è venuto in possesso di un report ufficiale che fotografa la situazione. Nella tabella che pubblichiamo emerge che le criticità maggiori, a pochi mesi dal termine del piano settennale, si hanno nelle misure M1 (formazione) ed M2 (consulenze) dove, su un totale di 8,5 milioni, sono state spese meno di 10mila euro. Altri due dati che balzano agli occhi sono le misure M4 (investimenti in immobilizzazioni materiali) ed M6 (sviluppo delle aziende agricole): in questi casi, su un totale di 220 milioni, sono stati spesi poco più di 25 milioni, il 10% della dotazione totale.
ILLUSIONE SVANITA. Ma la situazione più grave si ha nei bandi del pacchetto giovani, M 6.1 e M 4.1.1. Bandi cruciali di tutto il Psr in quanto permettono a chi ha meno di 41 anni di età di avviare un’impresa agricola usufruendo di un contributo, a fondo perduto, che può arrivare fino ad 80mila euro su un progetto di 130mila euro complessivi.
Attualmente, di fronte a una previsione di più di 1.000 nuove imprese agricole giovani da insediare entro il 2020, la Regione ha fatto uscire solo le graduatorie del bando 2016 che ha permesso a 330 ragazzi di usufruire del premio. E non senza ritardi e bocciature delle pratiche di finanziamento da parte degli istituti di credito, che hanno visto lo scorrimento di graduatoria di quasi 100 posizioni. L’apparato burocratico della Regione, per il bando giovani 2017 promise tempi di istruttoria dimezzati e l’ulteriore uscita di un bando 2018. Ma l’illusione è svanita. Al 1° maggio 2019 infatti non si vedevano ancora le graduatorie del 2017 né il bando giovani 2018.
LO SFOGO. «La situazione per noi giovani imprenditori agricoli, in fase di primo insediamento, è drammatica», rivela al Centro un giovane abruzzese che chiede l’anonimato temendo di vedersi compromessa del tutto la sua domanda presentata alla Regione.
«È drammatica», continua a sfogarsi, «per i ritardi e l’incertezza dei finanziamenti, con il rischio sempre più concreto che i fondi tornino al mittente perché non utilizzati».
LA SOLUZIONE. Manca poco alla scadenza del 2020. Ed è difficile credere che la Regione faccia in tempo a distribuire 343 milioni in pochi mesi, dopo che in sei anni ne ha erogati solo un quinto. Altri problemi arrivano dalle misure M10 e M11, le filiere di agricoltura integrata e biologica. Chi è all’interno delle filiere ha diritto a un’indennità per ettaro coltivato, che dovrebbe essere erogata con cadenza annuale. Ma attualmente la Regione è ferma ai premi annuali addirittura del 2016. Qual è la soluzione? La proposta che arriva dal mondo agricolo è quella che la Regione incarichi subito tecnici esterni specializzati nella valutazione e gestione di progetti europei, per accelerare le pratiche di erogazione dei finanziamenti, che altrimenti torneranno a Bruxelles senza essere spesi. Con un danno enorme, anzi mortale per le imprese agricole abruzzesi.