Agricoltura, via ai prestiti agevolati

Gli aiuti della Regione a chi ha subìto i danni per il maltempo: ecco come averli
L’AQUILA. Prestiti agrari a tasso zero per le imprese agricole rimborsabili in 6 rate semestrali, posticipate, la prima delle quali con scadenza a 30 mesi dall’erogazione. La Regione, attraverso Fira e Dipartimento Agricoltura, va in soccorso di chi ha subito danni per il maltempo.
Alla luce della grave crisi economica che sta interessando il comparto agricolo per le conseguenze dell’eccezionale andamento meteorologico avverso che ha colpito il territorio regionale da aprile a giugno 2023, viene così assicurata liquidità per tutti i processi del ciclo produttivo alle imprese di coltivazione di fondi, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse.
Sono stati stanziati 2.500.000 euro per l’anno 2023 e altrettanto per il 2024. Serviranno per la costituzione di un fondo di rotazione che consenta la concessione di prestiti che possono essere di 5.000 o 10.000 euro per le imprese agricole singole e di 15.000 mila per quelle associate e per le società di trasformazione. La durata del prestito è di cinque anni, con due anni di preammortamento. Gli oneri finanziari sono azzerati mediante la concessione di un contributo in regime di “de minimis”, nei limiti del massimale disponibile in capo al richiedente. Per attivare gli aiuti la Regione ha sottoscritto un accordo di finanziamento con la Fira, ufficializzato con una delibera di giunta del 4 dicembre scorso.
Possono beneficiare dell’aiuto esclusivamente le imprese agricole di produzione e quelle di produzione e/o trasformazione attive ed aventi sede operativa in Abruzzo al momento di presentazione della domanda di aiuto. Le imprese devono inoltre possedere partita Iva e iscrizione al Registro delle Imprese.
Per il 2023, le imprese vitivinicole devono dimostrare, mediante le Dichiarazioni di vendemmia e di produzione di vino e/o mosto, di aver subito nel 2023 una riduzione della produzione vitivinicola in Abruzzo pari o superiore al 30 per cento della produzione del 2022 a causa di avversità atmosferiche.
Per il 2024, le imprese richiedenti diverse da quelle operanti nel settore vitivinicolo dovranno dimostrare una riduzione del fatturato 2023 di almeno il 30% rispetto all’anno precedente, mediante la trasmissione delle Dichiarazioni Iva, mentre le imprese vitivinicole, anche nel 2024, dovranno dimostrare la perdita di produzione subita nel 2023 mediante la Dichiarazione di vendemmia e di produzione di vino e/o mosto. (l.c.)
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