Agroalimentare, servizi a rischio

29 Marzo 2015

Cepagatti, i timori dei dipendenti del centro: «Qua non si investe, vogliono solo sopprimere»

CEPAGATTI. Torna a salire la tensione tra gli operatori del centro agroalimentare Valle della Pescara, in contrada Buccieri di Cepagatti, dove le casse segnano profondo rosso ormai da anni. L’incertezza sul futuro del mercato ortofrutticolo aumenta per il piano industriale di rilancio che ancora non c’è, i debiti che continuano a lievitare e i creditori in attesa di riscuotere, pronti a passare all’incasso, con provvedimenti di riscossione coattiva, da un momento all’altro.

In uno scenario dove la precarietà regna sovrana da anni, tra i 20 grossisti e gli addetti ai servizi, nel grande centro all’ingrosso della frutta e verdura, dove ogni giorno lavorano complessivamente circa 200 operatori, si è ormai diffuso il timore che la nuova direzione, nominata lo scorso autunno dall’attuale governo regionale, composta tutta di tecnici senza più politici, possa mettere in atto manovre di spending review riducendo i servizi, non avendo intenzione i soci, pubblici e privati, di tirare fuori nemmeno un euro per rimettere in sesto le finanze del centro. Attualmente i servizi nel mercato, un complesso che si estende su una superficie di 17 ettari, di cui il 30% coperta, vengono erogati dalla Sma, Società mercantile abruzzese, che ha tra i soci maggiori lo stesso consorzio Valle della Pescara, partecipato al 77% dalla Regione. La Sma gestisce il mercato dal lontano 1997, su incarico della stessa Regione, quando nell’ex sede del mercato di Pescara cessò la liquidazione coatta del Cofa, vecchio ente gestore ed ex proprietario della struttura. La Sma, che fa capo al presidente Piero Galasso, si occupa del servizio di pulizia, di manutenzione, di sorveglianza, gestione ingressi, scarico e controllo merci, manutenzione impianti e conduzione di alcuni impianti frigo. In cambio dei servizi che svolge all’interno del mercato la società ha ottenuto di poter affittare le aree a disposizione giornalmente dei contadini che vanno a vendere i loro ortaggi, in estate ne arrivano anche 300 al giorno, e la gestione delle nuove celle frigo. Inoltre, la Sma versa alla Valle della Pescara 20mila euro l’anno.

«L’unica certezza trapelata in un mare di incertezza», affermano alcuni grossisti, «è che l’orientamento, il nuovo corso del mercato, sarebbe quello di sopprimere i servizi. Del resto lo fanno senza pensarci due volte negli ospedali, perché non farlo anche qui al mercato. Non ci crediamo che ancora non hanno le idee chiare e un piano sul da farsi. Di certo possiamo affermare e lo ribadiremo in tutte le sedi che senza servizi, e di qualità, il nostro mercato finirà. Finora abbiamo solo sentito dire di affitti da aumentare e servizi da tagliare, ma niente di ufficiale».

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