«Aiuta il terrorismo» Sauditi e alleati rompono con il Qatar
Strappo di Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi e Bahrain Riad chiude l’unica frontiera terrestre, Doha resta isolata
BEIRUT. Anni di tensioni crescenti nel Golfo, cominciate con le Primavere Arabe del 2011 e proseguite con la sfida aperta con l'Iran, sono esplose clamorosamente ieri, quando l'Arabia Saudita, gli Emirati arabi uniti (Eau), il Bahrain e l'Egitto hanno rotto le relazioni diplomatiche con il Qatar, accusato di sostenere il «terrorismo» e gruppi estremisti alleati di Teheran.
Ma i quattro Paesi, a cui si sono uniti l'esecutivo yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale, il «governo» della Libia orientale che risponde al Parlamento di Tobruk e quello delle Maldive, si sono spinti anche più in là, sospendendo i collegamenti aerei e marittimi con il Qatar e, per quanto riguarda l'Arabia Saudita, sigillando il proprio confine, l'unico via terra di cui la penisola qatarina dispone. Mentre file di camion di cibo si formavano ai valichi di ingresso in Qatar, la Borsa di Doha precipitava del 7% e i residenti affollavano i supermercati per fare incetta di beni di prima necessità.
Riad ha inoltre chiuso gli uffici di al Jazira, la tv panaraba di proprietà del Qatar, e, insieme con Eau e Bahrain, ha ordinato a tutti i cittadini qatarini di andarsene entro 14 giorni. Una misura da cui si è invece astenuto Il Cairo, temendo ripercussioni per la folta comunità egiziana in Qatar.
Doha ha reagito denunciando un tentativo di mettere «sotto tutela lo Stato del Qatar» e un attacco alla sua sovranità. Il Qatar e il Bahrain, coinvolti nella crisi su fronti opposti, ospitano le principali basi Usa nel Golfo. Il portavoce dell'Air Force, Daniel Pickart, ha detto che gli aerei americani continueranno a compiere raid anti-Isis dalla base in Qatar, mentre il segretario di Stato Rex Tillerson ha invitato i paesi del Golfo a «mettersi attorno al tavolo e ad affrontare le divergenze». Anche l'Iran, chiamato in causa per i suoi rapporti con Doha, ha invitato tutte le parti «alla saggezza e alla moderazione». Lo stesso ha fatto la Cina, mentre il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, in una conversazione telefonica con il suo omologo qatarino Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, ha fatto appello a «negoziati, dialogo e rispetto reciproco». Soddisfazione invece da parte di Israele. Secondo il ministro della Difesa Avigdor Lieberman, gli sviluppi delle ultime ore aprono una «opportunità» nella «lotta al terrorismo».
Le decisioni annunciate dai quattro Paesi arabi fanno seguito di qualche settimana alla storica visita del presidente americano Donald Trump a Riad, che ha espresso il suo appoggio al fronte sunnita guidato dall'Arabia Saudita per una politica anti-iraniana.
Proprio in un «mancato riallineamento del Qatar», che con Teheran mantiene da anni buoni rapporti, starebbe una delle ragioni della crisi scoppiata oggi, secondo quanto ha detto all'Ansa una fonte diplomatica a Riad. «L'Arabia Saudita e gli altri tre Paesi - ha aggiunto la fonte - si sono sentiti incoraggiati dalle parole di Trump e sono passati all'azione».

