Aiuti agli sfrattati senza reddito
Spoltore, chi deve lasciare la casa per “morosità incolpevole” può fare domanda entro il 3 marzo
SPOLTORE. Un aiuto dal Comune agli inquilini in difficoltà economiche, finiti sotto sfratto per morosità incolpevole. Sul sito internet istituzionale sarà pubblicato oggi un bando per l’accesso ai contributi, con scadenza 3 marzo. Lo prevede una delibera approvata nei giorni scorsi dalla giunta del sindaco Luciano Di Lorito, su iniziativa dell’assessore alle Politiche sociali, Enio Rosini.
L’iniziativa punta alla concessione di un sussidio, che non può essere superiore a 1.500 euro, per aiutare persone che, per aver perso il lavoro, anche con contratto atipico, e per altre situazioni di disagio che hanno determinato l’azzeramento o la consistente riduzione del reddito familiare, si trovino nell’impossibilità di far fronte alle spese per l’affitto di casa e rischiano di essere sfrattati.
Al momento l’importo disponibile, concesso dalla Regione, ammonta a circa 5mila 640 euro. I moduli per presentare la domanda sono reoperibili allo sportello di segretariato sociale (martedì e giovedì dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 17.30) e, da oggi, sul sito internet del Comune, sezione modulistica (inserire per la ricerca dei moduli: servizi sociali). Possono presentare la richiesta i cittadini, con reddito Isee (secondo la nuova normativa) non superiore a 35mila euro o un reddito derivante da regolare attività lavorativa con un valore Isee non superiore a 26mila euro, titolari di contratti di affitto, soggetti a provvedimento di sfratto per morosità incolpevole, con citazione della convalida (sfratto esecutivo), mentre non può accedere al contributo chi sia beneficiario, per gli stessi fini, di contributi provenienti da programmi di intervento simili o che abbiano ricevuto, nel corso del 2014, l’assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica.
I criteri per definire la morosità incolpevole sono legati alla sopravvenuta impossibilità di provvedere al pagamento del canone d’affitto per i seguenti motivi: perdita del lavoro per licenziamento; accordi aziendali o sindacali con consistente riduzione dell’orario di lavoro; cassa integrazione ordinaria o straordinaria che limiti notevolmente la capacità reddituale; mancato rinnovo di contratti a termine o lavoro atipici; cessazione di attività libero-professionali o di imprese registrate, derivanti da cause di forza maggiore o dalla perdita di avviamento in misura consistente; malattia grave, infortunio o decesso di un componente del nucleo familiare che abbia comportato o la consistente riduzione del reddito complessivo o la necessità dell’impiego di parte notevole del reddito per fronteggiare rilevanti spese mediche e assistenziali.
Ulteriori informazioni sul sito internet del Comune.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

