Aiuti ai precari in Regione E passa il “Cura Abruzzo 1”

24 Giugno 2020

Approvata all’unanimità risoluzione Pd: impegna l’Ente a stabilizzare i lavoratori Sospiri al governo: le coperture ci sono, escludo un contenzioso costituzionale

L’AQUILA. Arrivano i ritocchi al Cura Abruzzo 1. Approvati ieri a maggioranza dal consiglio regionale. Chiarimenti chiesti dal governo Conte e da giorni al centro di un’aspra polemica politica.
«Mai è stato impugnato il cuore della norma, ovvero i bonus famiglia, i fondi alle imprese e la sospensione delle tasse regionali, che sono i pilastri della legge», ricorda Lorenzo Sospiri, presidente del consiglio regionale, «col provvedimento abbiamo dato risposte concrete agli altri cavilli sollevati e obiettati dal ministero dell’Economia, rispondendo punto per punto».
QUALI MODIFICHE. Le modifiche hanno riguardato soprattutto gli articoli che impattavano sulla parte sanitaria e su quella che è stata battezzata “pace legale” per i contenziosi con le aziende, le cui previsioni di componimenti bonari tramite transazioni non si applicheranno più ai contenziosi in materia sanitaria o che coinvolgono gli Enti del Servizio sanitario nazionale.
«Secondo le altre osservazioni del Mef», riprende Sospiri, «la Regione non dovrebbe finanziare lo smart working dei Comuni, né tantomeno le ingenti spese non previste che le amministrazioni hanno sostenuto per la Protezione civile. Viene poi obiettato il finanziamento delle Zone rosse, che però non ci sono più. Non retrocediamo dalla volontà di assegnare finanziamenti a fondo perduto alle imprese, né di manlevare i Comuni dalle ingenti spese sostenute da un’emergenza sanitaria mondiale imprevista e imprevedibile, né di non far pagare i canoni agli agricoltori abruzzesi. Abbiamo prodotto osservazioni puntuali e siamo certi che non arriveremo mai a un contenzioso costituzionale perché abbiamo allegato le coperture finanziarie di ogni singola finestra prevista: il governo sarebbe destinato a una sconfitta in caso di confronto giudiziario».
MARCOZZI: «UNA PEZZA». Critiche piovono da Sara Marcozzi, capogruppo 5 Stelle: «Il consiglio regionale è stato costretto a intervenire ancora una volta per mettere un’altra pezza a uno dei tanti errori che questa giunta di centrodestra ha fatto da quando ha iniziato il proprio mandato. Con la legge 122, è stato modificato il testo del Cura Abruzzo 1, un provvedimento che Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno scritto e approvato in piena emergenza Covid, senza curarsi di specificare con quali coperture avrebbero aiutato cittadini e imprese e nonostante li avessimo avvisati. La necessità di approvare leggi in fretta, per portare avanti la solita campagna propagandistica, sembra così aver avuto la meglio sul dovere istituzionale di scriverle bene. Mi auguro che la giunta Marsilio inizi a lavorare con più accuratezza».
COMMERCIO E PRO LOCO. Ulteriori modifiche al testo approdato in aula sono state introdotte con una serie di emendamenti presentati in aula.
Nello specifico: la previsione per i Comuni di destinare ai produttori agricoli fino al 10% delle aree previste per il commercio su aree pubbliche; beneficio che può essere innalzato fino al 30%. Approvato un emendamento che stanzia 30mila euro per l’anno 2020 in favore del Comitato regionale abruzzese dell’Unpli (Unione delle Pro loco italiane).
Stanziati ulteriori 20mila euro in favore della stampa regionale e modificate le norme sui Consorzi di bonifica che consentiranno agli stessi di occuparsi dei rifiuti galleggianti sulle acque.
PIANTE DI OLIVO. Approvato a maggioranza anche il progetto di legge che modifica le disposizioni in materia di tutela delle piante di olivo adulte ai fini della loro classificazione, recupero e cessione.
UNESCO E TRANSUMANZA. Il consiglio regionale aderirà ai progetti nazionali ed europei volti a sostenere la candidatura della transumanza ad essere iscritta nella lista del patrimonio materiale dell’Unesco.
TUTELA DEI PRECARI. Approvata all’unanimità la risoluzione Pd che impegna la Regione a una stabilizzazione del personale precario.
«Impensabile che i precari della Regione», commenta il consigliere Antonio Blasioli, «che hanno maturato il diritto alla stabilizzazione in base ai requisiti della Madia bis dovessero aspettare oltre, come è impensabile che l’Ente perda professionalità capaci di velocizzare le procedure e garantire efficienza alla macchina amministrativa».
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