Aiuti alle famiglie povere: c’è l’assegno di inclusione

A gennaio 2024 arriva il nuovo sostegno: seimila euro l’anno per i nuclei fragili
Misure per incentivare l'occupazione e garantire le famiglie economicamente più deboli. Dal taglio del cuneo fiscale con un intervento aggiuntivo di 4 punti, ma come una tantum per 6 mesi per il periodo compreso tra luglio e dicembre, destinato ai lavoratori con retribuzioni lorde fino a 35mila euro, all'entrata in vigore dell'assegno di inclusione, in sostituzione del reddito di cittadinanza. E ancora, il ripristino del tetto di 3mila euro per i fringe benefit, riservato ai dipendenti con figli, agli incentivi per le imprese che assumono: sono numerose le novità contenute nel pacchetto lavoro approvato dal Consiglio dei ministri il 1° maggio scorso. Vediamo le principali misure varate dal Governo, che cambiano la geografia degli interventi a sostegno del reddito e dei lavoratori.
ASSEGNO DI INCLUSIONE
Da gennaio arriva l’assegno di inclusione, di cui potranno beneficiare i nuclei con disabili, minori o con anziani over 60. L’importo è di 6mila euro l’anno: 500 euro al mese più un contributo affitto, per le locazioni regolari, di 3.360 euro l’anno. Se il nucleo è costituito da tutte persone almeno 67enni o disabili gravi l’importo mensile è di 630 euro più 150 euro di contributo d'affitto. La misura viene erogata per 18 mesi. Dopo un mese di stop, può essere rinnovata per ulteriori 12 mesi. I richiedenti devono avere un Isee di 9.360 euro e un reddito familiare inferiore a 6mila euro annui moltiplicati per la scala di equivalenza.
OFFERTA DI LAVORO CONGRUA
Un’altra novità contenuta nell’ultima bozza del decreto legge è la nuova definizione dell'offerta di lavoro che, se rifiutata, fa perdere il sussidio. Il componente del nucleo familiare beneficiario dell’assegno di inclusione, attivabile al lavoro, è tenuto ad accettare, su tutto il territorio nazionale, un rapporto a tempo indeterminato o a termine di durata oltre i 12 mesi, un lavoro a tempo pieno o a tempo parziale non inferiore al 60 per cento dell’orario a tempo pieno o quando la retribuzione non è inferiore ai minimi salariali previsti dai contratti collettivi. Se il contratto offerto è inferiore a 12 mesi, e comunque non inferiore a un mese, il luogo di lavoro non deve essere distante più di 80 chilometri da casa. Per contratti di durata tra uno e sei mesi, l’assegno viene sospeso.
ASSEGNO UNICO MAGGIORATO
Viene riconosciuta una maggiorazione dell'assegno unico universale, prevista solo per i nuclei in cui entrambi i genitori siano titolari di reddito da lavoro, anche per i minori appartenenti a nuclei dove, al momento della presentazione della domanda, è presente un solo genitore lavoratore poiché l'altro risulta deceduto. Secondo la bozza di relazione tecnica i minori che hanno ricevuto l’assegno unico nel periodo di osservazione, per i quali risulta la presenza di un solo genitore poiché l'altro risulta deceduto, sono pari circa a 80mila al mese.
CONTRATTI A TERMINE
Viene allentata la stretta operata dal cosiddetto decreto Dignità in caso di proroga o rinnovo dopo i primi 12 mesi di durata dei contratti a termine. Il rinnovo può essere giustificato con i casi previsti dai contratti collettivi, tramite stipula di patti individuali, in questo caso il contratto a tempo determinato può proseguire oltre i 12 mesi per esigenze di natura tecnica, organizzativa o produttiva individuate dalle parti, entro la scadenza temporale del 31 dicembre 2024. La terza causale fa riferimento alla sostituzione di altri lavoratori.
CONTRATTO DI ESPANSIONE
La misura è stata prorogata fino al 31 dicembre 2023, con la possibilità di uscita fino a 5 anni dalla maturazione dei requisiti pensionistici nei processi di reindustrializzazione e riorganizzazione delle imprese. Per i contratti di espansione di gruppo stipulati entro il 31 dicembre 2022 e non ancora conclusi, è possibile, con accordo integrativo in sede ministeriale, rimodulare le cessazioni dei rapporti di lavoro con accesso allo scivolo pensionistico. Il datore di lavoro riconoscerà, fino al raggiungimento della pensione, un’indennità mensile commisurata al trattamento pensionistico maturato dal lavoratore.
MENO BUROCRAZIA
Per tutta una serie di informazioni come la durata del periodo di prova, congedo per ferie, importo iniziale della retribuzione, programmazione dell'orario normale di lavoro, è previsto che il datore assolve all’obbligo informativo con l'indicazione del riferimento normativo o della contrattazione, anche aziendale, che disciplina queste materie. Inoltre, l’azienda è tenuta a consegnare o a mettere a disposizione del personale, anche sui siti web, contratti collettivi e regolamenti aziendali applicabili al rapporto di lavoro.
INCENTIVI PER CHI ASSUME
Ai datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato, incluso l’apprendistato, i beneficiari del nuovo assegno di inclusione è riconosciuto un esonero contributivo del 100%, fino a 8mila euro l’anno, per 12 mesi. L'esonero sale a 24 mesi in caso di trasformazione di un contratto a termine. In caso di assunzione con contratto a tempo determinato o stagionale lo sgravio riconosciuto è del 50%, fino a un massimo di 4mila euro l'anno, per 12 mesi. Un altro incentivo è previsto anche per le nuove assunzioni, dal 1° giugno a fine anno, di giovani con meno di 30 anni Neet, ovvero che non lavorano e non sono inseriti in corsi di studi o di formazione, registrati al programma "Iniziativa occupazione giovani", pari al 60% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali per 12 mesi. In caso di cumulo, l'incentivo Neet è riconosciuto nella misura del 20% della retribuzione mensile lorda.
OFFERTA DI LAVORO CONGRUA
Il beneficiario dell’assegno di inclusione, attivabile al lavoro, è tenuto ad accettare, su tutto il territorio nazionale, un rapporto a tempo indeterminato o a termine di durata oltre i 12 mesi o un lavoro a tempo pieno o a tempo parziale non inferiore al 60 per cento dell’orario a tempo pieno. Se il contratto offerto è inferiore a 12 mesi il luogo di lavoro non deve essere distante più di 80 chilometri da casa. Per contratti di durata tra uno e sei mesi, l’assegno viene sospeso.
PACCHETTO WELFARE
Sale a 3mila euro la soglia di fringe benefit esentasse per i lavoratori dipendenti con figli minori. Sono esentasse fino a 3mila euro anche le somme erogate o rimborsate per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale. Attualmente il tetto è fissato a 258,23 euro perché la legge di bilancio 2023 non ha confermato le misure precedenti. Sempre in tema di welfare, arriva un fondo da 60 milioni per sostenere le famiglie e spingere la conciliazione vita-lavoro. Il fondo servirà a potenziare i centri estivi, i servizi socioeducativi territoriali e i centri con funzione educativa e ricreativa che svolgono attività a favore dei minori.

