Aiuti sanitari per 480 profughi: arrivano i medici volontari

Iniziativa dell’associazione Ali con il dottor Palka: con il team di professionisti anche un’interprete «Servono farmaci e aiuti per sostenere i diversi bisogni degli sfollati ospiti negli hotel della provincia»
MONTESILVANO. Servono medici e farmaci per i profughi accolti negli hotel di Montesilvano e non solo. A due mesi dall’esplosione del conflitto in Ucraina, con le strutture ricettive dell’area metropolitana che attualmente accolgono circa 480 sfollati, prevalentemente donne e bambini, resta complessa la macchina dell’emergenza.
Se da un lato, con il passare delle settimane, è diminuito lo slancio di solidarietà dei cittadini che nei primi giorni hanno donato soldi, farmaci, cibo e abbigliamento ai nuovi arrivati - tanto che il Comune ha chiuso il centro di raccolta del Pala Dean Martin - dall’altro però le esigenze degli ucraini restano ancora numerose. Sono pochi, infatti, coloro che hanno lasciato i sei hotel (di cui 4 a Montesilvano, uno a Pescara e uno a Città Sant'Angelo) che hanno dato la propria disponibilità all’accoglienza e hanno trovato sistemazioni autonome. E sono ancora meno quelli che hanno deciso di tornare in patria. Ma le attività messe in campo dai proprietari delle strutture, in sinergia con i privati e le associazioni del territorio, come i corsi di italiano, gli allenamenti sportivi o i laboratori creativi, tanto per citarne alcune, non possono bastare a chi, da un giorno all’altro, ha dovuto abbandonare casa e affetti, portando con sé spesso molti problemi. Come quelli di salute, più o meno gravi, che vedono diversi sfollati avere bisogno di assistenza medica e farmaci, senza disporre dei giusti mezzi per soddisfare tali necessità.
È proprio a partire da questa difficoltà, riscontrata sin dai primi giorni di volontariato a Montesilvano, che l’ex presidente di Nuovo Saline Onlus, Halyna Fenytska, attraverso l’associazione nazionale Ali, ha contattato il dottor Giandomenico Palka di Medici Cattolici Italiani il quale ha costituito una squadra di medici volontari che visitano i profughi ospitati negli hotel, attraverso la traduzione in tempo reale garantita dalla stessa volontaria ucraina. «Una volta assicurati l’alloggio e il cibo, le necessità per vivere una vita dignitosa sono molteplici», ricorda Halyna, «e molti aspetti della quotidianità sono spesso trascurati nel mare magnum dell’emergenza. È ad esempio il caso delle visite mediche o del supporto medico ai profughi che non sempre può essere efficace per via di problemi di comunicazione linguistica, disinformazione o mera incapacità di misurarsi con le pratiche burocratiche in un paese diverso dal proprio». Da qui l’iniziativa di affidarsi al buon cuore di diversi medici che, prestando volontariamente il proprio tempo e la propria professionalità, in queste settimane stanno visitando e assistendo i profughi nelle strutture ricettive di Montesilvano, Pescara e Città Sant’Angelo, avvalendosi della collaborazione di Halyna come interprete. Fanno attualmente parte di questo staff volontario, oltre a Palka, anche l’endocrinologo Napolitano, il diabetologo Consoli, il medico di base Giuliani, la dermatologa Palumbo, la pediatra Palka, la vaccinologa Soldato e l’oculista Cerolini Forlini. A loro si aggiungono l’associazione nazionale Ali e la Farmacia Cantò di Montesilvano per la donazione di farmaci da banco.
«Da martedì 3 maggio il servizio sarà esteso anche ai profughi ospitati in abitazioni private che potranno raggiungere i medici volontari in hotel», anticipa la volontaria ucraina. «Ma questa complessa attività non può gravare solo su pochi medici volontari o sulle tasche di qualche cittadino per l’acquisto dei farmaci. Gli appelli che lanciamo sono due: il primo è rivolto agli specialisti, affinché aderiscano all’iniziativa ampliando lo staff, il secondo ai cittadini che invitiamo a contribuire all’acquisto dei farmaci, tanti dei quali non sono mutuabili».

