Aiuti statali, il modello è la Val di Sangro

11 Dicembre 2023

Santa Maria Imbaro, l’incontro con sindaci e imprese abruzzesi. Tra gli ospiti Barca, Faggian e Viesti

SANTA MARIA IMBARO. Perché alcuni territori, se dotati di strumenti adeguati, contribuiscono in maniera diversa allo sviluppo del Paese Italia? E perché gli aiuti statali per le aree interne vengono avviati e poi improvvisamente non più portati avanti? Lo Stato può adottare delle politiche di coesione e di sviluppo territoriale, ma gli enti locali sono capaci di recepirle?
Sono queste solo alcune delle domande al centro del convegno "Politiche sensibili alle persone nei luoghi; l'Italia vista dal Sangro Aventino" di scena domani nel centro servizi Sangro Aventino a partire dalle 9. Ad interloquire con una platea di amministratori e professionisti di vario genere un parterre di ospiti di grande calibro, a partire da Fabrizio Barca, ex ministro per la Coesione territoriale, oggi co-coordinatore Forum Disuguaglianza e Diversità; Nicola De Michelis, direttore DG Regio – Commissione europea; Ugo Pagano, professore emerito dell’Università di Siena, Associazione Marcello De Cecco; Alessandra Faggian, direttrice dell’area di Scienze Sociali Gssi dell’Aquila, Emanuela Grimaldi, capo Dipartimento della presidenza della Regione Abruzzo.
E ancora: Isaia Sales, studioso, scrittore, già sottosegretario di Stato al Ministero del Tesoro, Gianfranco Viesti, professore ordinario di Economia applicata dell'Università degli Studi di Bari; Sabrina Lucatelli, direttrice dell'associazione "Riabitare l'Italia", Raffaele Trivilino, direttore dell'Agenzia di Sviluppo Sangro Aventino e Coordinatore Strategia Area Interna Basso Sangro Trigno.
L’incontro mira a riflettere sulle ragioni dell'insuccesso, in molti casi, delle politiche cosiddette "place-based", ovvero basate sui luoghi e sulla governance locale.
Perché, nonostante il ripetersi di sperimentazioni, vi è stata tanta discontinuità? Il comprensorio del Sangro Aventino ha avuto la possibilità di sperimentare virtuosamente il nuovo metodo delle "politiche sensibili alle persone nei luoghi" con diversi strumenti, dal Pim (programma integrato Mediterraneo); al programma Leader, dal Patto territoriale, ai Pit (progetti integrati territoriali), fino alla Snai (strategia nazionale per le aree interne) e alla Strategie territoriali previste dall’OP5 (la missione europea di politica di coesione più vicina ai cittadini) della nuova Programmazione UE 2021-27.
Si è quindi creata una singolare sinergia tra operatori pubblici e privati, parlamentari e amministratori regionali e locali, tra cui per primi i sindaci, sistemi della rappresentanza delle imprese e dei lavoratori, banche, imprese manifatturiere e dei servizi, tecnici nazionali, regionali e locali e altri operatori che tutti insieme hanno mirato a migliorare competitività e servizi del comprensorio, ognuno con il proprio contributo, tanto che, anche per altre condizioni pregresse ed esogene, il territorio del Sangro Aventino è oggi il più produttivo dell’intero Abruzzo e tra i più importanti del mezzogiorno.
Il compianto Giovanni Di Fonzo, scomparso nell'aprile scorso, grande motore e iniziatore del Patto Sangro Aventino sarà ricordato nel corso del convegno a cui si accompagnerà l’intitolazione dell’Auditorium del Centro Servizi Sangro Aventino di Santa Maria Imbaro proprio a Di Fonzo.
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