Al bar con pistola e fucile, arrestato

Gli agenti bloccano 27enne che nascondeva nel giubbotto un coltello e una 7,65 pronta per l’uso. L’altra arma era in auto
MONTESILVANO. Muoversi con una pistola e un coltello infilati in tasca e un fucile nel portabagagli. Forse per sentirsi sicuro, o magari in vista di chissà quale attività criminale, un albanese di 27 anni, Hergys Myrtaj, residente a Città Sant’Angelo, andava in giro con queste armi. Ma è incappato in un controllo della polizia e per lui, già noto alle forze dell’ordine, sono cominciati i guai perché al termine dell’operazione è stato arrestato e tutto il materiale sottoposto a sequestro, per avviare una serie di accertamenti tecnici.
A fermare il 27enne è stato il personale della squadra mobile di Pescara, diretto da Pierfrancesco Muriana, nel corso di un’operazione straordinaria di controllo del territorio che si è spinta fino a Montesilvano. Myrtaj è stato bloccato all’interno di un bar e lì sono spuntate fuori la pistola, che custodiva in una tasca del giubbotto, e un coltello a serramanico, che teneva a portata di mano nell’altra tasca. La pistola è una semiautomatica 7.65 con il caricatore rifornito con sei cartucce, pronta per l’uso. Una volta scovati la 7.65 e il coltello, i poliziotti hanno proseguito il controllo e promosso una perquisizione più approfondita, che ha riguardato l’auto del 27enne, lasciata davanti al bar.
Nel portaoggetti del veicolo c’era un’altra cartuccia 7,65 mentre nel portabagagli è stato trovato un fucile calibro 12, con la canna e il calcio mozzati e sette cartucce calibro 12, sia a pallettoni sia a palla unica, spiegano dalla questura facendo il bilancio dell’operazione, effettuata due sere fa. Sia la pistola che il fucile sono risultati rubati in provincia di Pescara e ora passano entrambi all’esame della polizia Scientifica che dovrà accertare se siano state utilizzate o meno.
L’attività della Mobile, invece, prosegue per capire le motivazioni che hanno spinto Myrtaj ad armarsi fino ai denti e portarsi tutto in giro, addirittura in tasca, anziché scegliere un nascondiglio sicuro. Quelle armi le avrebbe usate lui? E, se così fosse, su quale tipo di attività illecita era proiettato? O forse pistola e fucile erano destinate ad altri, oppure custodite per conto di terzi? Le indagini dei prossimi giorni sono finalizzate proprio a rispondere a questi interrogativi ma nel frattempo il giovane è finito agli arresti per porto abusivo di armi da fuoco.
Myrtaj ha trascorso la notte in camera di sicurezza, su disposizione del sostituto procuratore Rosangela Di Stefano, e nella tarda mattinata l’arresto è stato convalidato e al 27enne sono stati concessi i domiciliari.
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