«Al centrodestra spettano 14 consiglieri»

Il Movimento Cinque Stelle contesta la nomina nell’assemblea civica del quindicesimo rappresentante di Forza Italia
MONTESILVANO. «Alla maggioranza di centrodestra non spettano quindici consiglieri comunali, ma quattordici. Per questo motivo alla minoranza toccano dieci consiglieri e non nove e questo decimo consigliere va assegnato al Movimento Cinque Stelle a scapito di Forza Italia». Questa la ragione per la quale il movimento guidato da Manuel Anelli è pronto a fare ricorso contro la nomina del 15° consigliere di maggioranza.
«In merito alla decisione di determinare il numero di seggi da attribuire alla maggioranza di governo in quindici», sottolinea Anelli, «approssimando per eccesso il numero non intero di 14,4 sulla base della giurisprudenza prevalente, anche se non univoca, esprimiamo contrarietà sulla corretta interpretazione dell’articolo 73, comma 10, seconda parte, del decreto legislativo 18 agosto 2000, numero 267».
La norma citata così recita: «Qualora un candidato alla carica di sindaco sia proclamato eletto al secondo turno, alla lista o al gruppo di liste a esso collegate che non abbia già conseguito, ai sensi del comma 8, almeno il 60% dei seggi del Consiglio, viene assegnato il 60% dei seggi, sempre che nessuna altra lista o altro gruppo di liste collegate al primo turno abbia già superato nel turno medesimo il 50% dei voti validi. I restanti seggi vengono assegnati alle altre liste o gruppi di liste collegate ai sensi del comma 8».
«Le argomentazioni della nostra rimostranza», prosegue Anelli, «prendono le mosse dal fatto che il legislatore non ha stabilito in modo univoco quale metodo si debba usare per approssimare le cifre decimali del numero di seggi da assegnare alle liste collegate al sindaco, frutto del calcolo del premio di maggioranza al 60% per i Comuni sopra i 15mila abitanti. Ci poniamo infatti il seguente quesito: a quanto ammonta il premio di maggioranza da assegnare alla coalizione che vince le elezioni comunali?».
A sostegno della tesi dei Cinque Stelle, c'è una sentenza della Consulta che afferma come la stabilità di governo e l’efficienza dei processi decisionali debbano rispettare il «vincolo del minor sacrificio possibile degli altri interessi costituzionalmente protetti».
«L’approssimazione per difetto ai 14 seggi per la maggioranza e 10 per le opposizioni», chiosa Anelli, «è quella che, a nostro modo di vedere, meglio contempera l’esigenza di stabilità del governo cittadino con quella di garantire la rappresentanza democratica e l’uguaglianza del voto». Se il ricorso andasse a buon fine, entrerebbe in Consiglio Cristhian Di Carlo a scapito di Claudio Daventura di Forza Italia.
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