«Al Classico soddisfiamo ogni esigenza del da Vinci»

La preside D’Amico risponde punto per punto alle richieste di Bocchia «Abbiamo dato spazi e strumenti». Manca solo la firma sull’intesa per l’ospitalità
PESCARA. Manca solo la firma su un protocollo di intesa tra le due scuole, il liceo classico D'Annunzio e il liceo scientifico da Vinci, per l'ufficializzazione dell'uso di tutti i servizi e i laboratori messi a disposizione dei 230 studenti del da Vinci ospiti del classico di via Venezia dal 12 settembre scorso.
Nel frattempo, se il preside dello scientifico, Giuliano Bocchia, lamenta che al classico non ci sono computer per i suoi alunni, la preside del D'Annunzio Donatella D'Amico, ribatte: «Ce ne sono 24 nel laboratorio linguistico». Ma Bocchia, nella lunga lettera a Centro dei giorni scorsi, contesta anche il fatto che manca una sala per il ricevimento genitori. Incontri che «spesso avvengono, in piedi, nel corridoio della scuola». E D'Amico tranquillizza: «Il preside può usare la nostra biblioteca che ha persino due settori, quindi può ricevere i genitori in totale privacy». Bocchia, ancora, vorrebbe un luogo da adibire a sala professori «dove», scrive il preside, «per esempio lasciare i materiali didattici, i compiti in classe, dove parlare, progettare, confrontarsi, preparare le lezioni». E D'Amico propone la soluzione «del laboratorio di chimica, uno dei tanti messi a disposizione dal nostro istituto alla comunità scolastica del da Vinci che può usare anche l'aula magna Alessandrini, i laboratori di informatica, fisica, la biblioteca, la palestra, e, appena saranno pronti, i campetti sportivi all'esterno. Bocchia vuole anche la segreteria? Le mail si possono inviare dal cellulare, i fax non si usano più».
Durante la manifestazione degli studenti del Da Vinci, lunedi scorso, (coordinati dal rappresentante di istituto Luca Carapellotti, il quale, pur ringraziando la D'Amico, sottolinea il bisogno di identità del Da Vinci) genitori e insegnanti denunciavano aule «troppo strette e studenti con i banchi appiccicati al muro in tre aule, delle dieci, dove sono stipati persino 30 ragazzi». Delle tre aule, D'Amico fornisce le metrature: «42 metri quadri la I P, 30 la III P e 25 la III O, la più grande è la I O con 63 metri quadri e 77 metri l'aula di chimica». E aggiunge: «Se sono troppo piccole mi dispiace, ma io queste ho. Su 14 aule libere, ne ho concesse 10 al da Vinci, tutte su uno stesso piano, piano rialzato ala Est, per farli stare insieme, dove ci sono anche bagni per disabili e professori. Ci vuole pazienza, flessibilità e un po’ di sacrificio da parte di tutti, io ho fatto tutto ciò che ho potuto per permettere una serena convivenza per tutti i ragazzi della scuola. Manca solo che il preside Bocchia firmi l'intesa, con copertura assicurativa, e può dirsi concluso l'iter ufficiale per l'accoglienza degli studenti del da Vinci». I quali, stando all'esito dell'incontro in Provincia di mercoledi convocato dal presidente Antonio Di Marco con tutti gli organi scolastici interessati, resteranno al Classico, presumibilmente per l'intero anno scolastico. Perché l'ex scuola di piazza dei Grue chiesta dagli studenti, che necessita di lavori di ristruttuazione e adeguamento alle norme di sicurezza, non è al momento una ipotesi percorribile.
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