Al Comune la gestione di Flaiano e D’Annunzio

15 Novembre 2016

Camera di commercio e Fondazione Pescarabruzzo vogliono uscire dal cda dell’Ente manifestazioni a rischio liquidazione. L’assessore: salveremo gli eventi

PESCARA. L'Ente manifestazioni pescaresi a rischio liquidazione. Camera di commercio e Fondazione Pescara Abruzzo, avrebbero deciso di lasciare il consiglio di amministrazione dell'Ente a fine dicembre, quando si chiuderà il bilancio annuale.

Il Comune, terzo socio, rimarrebbe al comando da solo, trascinando inevitabilmente l'Ente Manifestazioni verso lo scioglimento.

Nel frattempo è già partito l'iter per l'acquisizione, da parte del Comune, sia della gestione sia della proprietà dei teatri Flaiano e D'Annunzio, attualmente ancora sotto il controllo dall'Ente guidato dal 2015 da Fabrizio De Ritis Raffaele, esponente di spicco della regia circense.

Entrambi gli spazi culturali, insieme alla Stele dannunziana, situati sul lungomare Cristoforo Colombo a Portanuova e realizzati su terreno del Demanio, combattono da anni con i segni del tempo e avrebbero bisogno di lavori di rifacimento strutturale generale. Intanto, però, c'è il nodo dell'Ente Manifestazioni da sciogliere. Oppure da riannodare.

«Il punto è che dobbiamo capire che cosa fare con l'Ente Manifestazioni che rischia lo scioglimento a causa della perdita di soci», spiega l'assessore ai Beni culturali Giovanni Di Iacovo, «la Fondazione Pescara Abruzzo e la Camera di Commercio (che sta per attuare la fusione con Chieti, ndc) intendono lasciare e non so se riusciremo a trovare altri soci da reinserire entro fine anno. Resterebbe, dunque, solo il Comune; quindi a questo punto sarebbe meglio che la gestione dei due teatri tornasse completamente all'amministrazione, che continuerebbe a realizzare eventi importanti come Pescara Jazz e Funambolika».

Manifestazioni che, tra percentuali di incasso, sponsor, fondi comunali e ministeriali costano qualcosa come centomila euro l'anno.

De Ritis rende noto che il ministero dello Spettacolo ha assegnato all'Ente «risorse tardive, ma assolutamente ben accette», per un ammontare di 95mila euro, «7000 in più dello scorso anno» per l'organizzazione di Funambolika, Pescara Jazz e danza contemporanea, edizione 2016. Le casse del Comune languono («Non abbiamo molti soldi al momento»), ma l'assessore Di Iacovo ci tiene a rassicurare che questi eventi «non saranno cancellati».

Anzi , «se ne farà carico direttamente il Comune» oppure, anche questo dettaglio è da decidere, l'organizzazione sarà affidata ad altre realtà associative. Di sicuro c'è, al momento, che il futuro dell'Ente Manifestazioni, associazione privata riconosciuta come ente morale, il cui atto costitutivo porta la data del 10 gennaio 1950, è incerto.

«Stiamo ragionando sul da farsi, troveremo una soluzione», assicura Di Iacovo. «Il Comune», precisa De Ritis, «è sempre stato molto attento alle nostre esigenze e sono sicuro che metterà in cantiere iniziative valide per portare avanti la grande tradizione culturale dei due teatri, le cui spese di gestione e organizzazione eventi ammontano annualmente a oltre 100mila euro. Con i fondi che ci assegna il Comune, circa 40mila euro annui, dobbiamo pagare anche gli oneri fiscali, senza contare che le nostre strutture avrebbero bisogno di una importante opera di manutenzione».

Se la stele dannunziana casca a pezzi letteralmente, il Flaiano e il D'Annunzio non se la passano meglio. Nel primo ci piove dentro. Non nella sala degli spettatori, ma infiltrazioni sono state notate nel foyer, come conferma anche il presidente dell'Ente.

Nel retro del complesso, le pareti delle scale di emergenza sono scrostate e ammuffite. Stessa sorte per il D'Annunzio. I muri colorati di verde acqua presentano lunghi tagli di crepe e in più punti sono sbriciolati e ricoperti di muffa. Un degrado che di giorno è molto evidente, ma che di notte si nasconde alla vista delle migliaia di spettatori che d'estate affollano l'anfiteatro all'aperto per le tradizionali manifestazioni annuali, a cominciare dal premio Flaiano. D'inverno le vecchie sedie che si avvitano vengono riposte nei garage, lasciando scoperti gli spuntoni arrugginiti dove si poggiano gli schienali mobili.

I cartelli che indicano le uscite di emergenza del D'Annunzio affondano in una parete di erbacce alta almeno due metri. Anche i camerini «sarebbero da demolire e ricostruire daccapo», fa notare il presidente.

Per la prossima estate si aprirà, dunque, una pagina nuova per i due teatri, ma prima si dovranno decidere i destini dell'Ente manifestazioni. Che chiuderebbe in rosso? «Si valuterà a fine anno con la chiusura del bilancio, per ora l'Ente conta su affidamenti bancari rateizzati», conclude De Ritis.

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