Al mare con il cestino pieno di freschezza

25 Giugno 2015

Sotto l’ombrellone mai cibi grassi, ecco le ricette giuste

di Jolanda Ferrara

Sotto l'ombrellone col cestino. Per mangiare come a casa, o forse meglio, immersi nel paesaggio di luce, sole e mare che la stagione calda saprà regalarci. Nutrimento per il corpo e per la mente affaticata dai forsennati ritmi quotidiani.

Come ricaricarsi al meglio? «Di certo non pensando di affrontare la giornata frettolosamente a digiuno contando sul poi-mangio-quello-che-trovo», chiarisce subito Paolo De Cristofaro, medico nutrizionista, docente all'Università di Chieti, «ma partire di casa con una colazione completa dei nutrienti principali, a scelta dolce o salata, comunque energetica, vitaminica e idratante per affrontare adeguatamente la giornata al sole. E prevedere una o più pause-ristoro leggero e appetitoso come si conviene al tempo rigenerante e ricreativo che si sceglie di trascorrere in spiaggia». Via dunque alla variegata gamma di proposte fast food naturale, casalingo ed economico da organizzare a casa prima di uscire per contribuire con amor proprio alla piacevolezza della trasferta balneare.

Bando a “stozze” imbottite di salumi e formaggi, timballi farciti di grassi ed elaborati intingoli. La parola d'ordine è leggerezza, con fantasia e occhio alla qualità. Senza mai dimenticare di reintegrare i liquidi perduti con la sudorazione o semplicemente con l'esposizione all'aria aperta: acqua a volontà e 1-2 porzioni di frutta a scelta, o succhi di frutta il più possibile naturali. Via libera a panini e focacce con ripieni vegetali e proteici: qualche foglia di lattuga intera e fette di pomodoro (meglio se tagliato al momento) a intercalare tonno, alici, frittata, pane cunzato, pita farcita con hummus di ceci. Bene anche a fresche insalate di pasta, riso o meglio ancora di farro in chicchi, cous cous freddi, timballino di verdure e spolverata di parmigiano, sformato di zucchine e perfino la gustosa frittatina di pasta memoria partenopea. Tutto ammesso purchè condito senza grassi (leggi doppia mozzarella).

«Carboidrati e verdure senza proteine animali si digeriscono in un'ora e mezza riducendo i tempi di attesa del bagno successivo», spiega il medico. E quando il sole si fa più cocente e bere diventa imperativo, la soluzione si chiama gazpacho! Preparare la rinfrescante e vitaminica zuppa fredda spagnola a base di pomodoro e altri vegetali tritati o frullati, sarà un gioco (la ricetta nella pagina accanto) e ci farà sentire parte dell'immaginario cinematografico di Pedro Almodóvar... Premesso che il gazpacho per antonomasia è quello andaluso e che di varianti popolari se ne contano a decine, la ricetta di base, semplice e veloce, prevede pomodori maturi (bene anche la passata), cetriolo, peperone fresco dolce, aglio, cipolla, basilico, olio, aceto, sale e cumino a piacere. Con l'avvertenza che il benefico piatto “crudista” va fatto riposare almeno mezz’ora in frigo prima di consumarlo, meglio ancora se servito con del ghiaccio in cubetti. «Il gazpacho è un'ottima bevanda reidratante ricca di acqua biologica, molto mineralizzante e vitaminica, ideale d'estate», sottolinea De Cristofaro, «da consigliare anche nei bar degli stabilimenti balneari. Un modo per bere un alimento fresco anche come aperitivo e che si accompagna magnificamente al pasto».

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