«Al mio arrivo c’erano zero euro»

25 Novembre 2016

L’assessore Sclocco spiega le scelte della Regione. E incassa il via libera alla prima legge sul Caregiver

PESCARA. «Se non fai niente dicono (giustamente) che non fai niente, ma se fai dicono che è sempre troppo poco»: diventa subito seria l’assessore regionale al Sociale Marinella Sclocco (Pd) quando inizia a parlare di disabilità e contributi. «Io lavoro per loro», ripete.

Proprio ieri l’assessore, che è psicologa, ha incassato un risultato a cui teneva parecchio: il via libera da parte della commissione consiliare Salute al progetto di legge sul cosiddetto “caregiver”, ossia il riconoscimento a livello istituzionale di “colui che si prende cura” (di solito un familiare) del proprio congiunto ammalato o con disabilità molto grave.

La legge ha avuto come primi firmatari i consiglieri regionali di Abruzzo futuro, Mauro Di Dalmazio, e di Forza Italia Gianni Chiodi, al posto del quale è subentrata l'assessore Sclocco.

Ora il progetto deve approdare in consiglio regionale per l'approvazione definitiva e soprattutto per l'ottenimento della necessaria copertura finanziaria. «Una volta approvata, la legge sul Caregiver permetterà di colmare un deficit in tema di assistenza ai disabili molto gravi», ha commentato Di Dalmazio.

L’obiettivo è di inserirla nel quadro di programmazione della legge di Bilancio e poter così trovare i finanziamenti per il 2017. Fondi che dovrebbero ammontare almeno a 3milioni di euro affinché la misura sia davvero efficace, dal momento che riguarda l'esistenza di tante famiglie. «Oltre ai fondi di bilancio, infatti, a sostegno della “caregiver” possono confluire anche i fondi strutturali europei», ha concluiso Di Dalmazio.

Una traccia a cui si ricollega l’assessore Sclocco sottolineando come l’Abruzzo sarebbe una delle prime regioni in Italia a istituzionalizzare la figura del “Caregiver”. «L’anno scorso i contributi siamo riusciti a dare 12mila euro alle famiglie che erano entrate nella graduatoria, quest’anno l’obiettivo è di arrivare a 10mila euro a un numero maggiore di famiglie», spiega la responsabile del settore riferendosi sempre all’avviso pubblico appena pubblicato e che scade il 9 dicembre: «Un bel passo in avanti rispetto al passato se si tiene conto che quando sono arrivata non trovai niente, nessuno euro, a favore dell’assistenza dei disabili. Certo, si può fare sempre di più ma ci staimo impegnando. La legge Caregiver ne è una dimostrazione».

Ma quanti sono i fondi ai quali le famiglie possono fare riferimento? «La Regione riceve 9,5 milioni dallo Stato che ridistribuisce secondo criteri nazionali; poi ci sono i contributi dei Piani di zona sociale riferibili ai servizi svolti dai Comuni, oltre alle indennità Inps e per l’accompagnamento. E nel bilancio complessivo figurano anche le spese per le Rsa a carico delle Asl».

«E’ assolutamente vero», aggiunge l’assessore, «che c’è qualcuno che prende zero euro, ma per attingere ai contributi esistono dei criteri che vanno dal grado di disabilità alla certificazione Isee del reddito».

Il sogno nel cassetto l’assessore lo svela per ultimo: Un bando “Carefamily” , contributi cioé diretti ai tutti i componenti della famiglia che si alternano nell’assistenza al parente disabile.(cr.re.)

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