Al ristorante a cena? Forse sì, ecco le regole

9 Febbraio 2021

Quattro clienti alla volta (eccetto i familiari) e camerieri in mascherina

Resta il divieto di cenare al ristorante, anche in zona gialla, dove non è possibile servire al tavolo dopo le 18. Come non è consentito pranzare fuori in zona arancione. Richieste degli operatori del settore che potrebbero essere inserite nel prossimo decreto ma che, al momento, restano "congelate". Ma quali sono le regole da rispettare per non incorrere in sanzioni quando si va al ristorante? Di seguito, un vademecum per i commensali e i gestori dei locali.
PRANZO AL TAVOLO
In zona gialla, almeno a pranzo, si può andare al ristorante. Un sollievo soprattutto per chi è si sposta per lavoro, ma anche per chi, dopo mesi di restrizioni, decide di concedersi un pranzo fuori. I ristoranti sono aperti fino alle 18: dopo quest'ora è possibile solo l'asporto e non è consentito cenare al ristorante in presenza. Ma ci sono precise regole, approvate dal Comitato tecnico scientifico, da rispettare per limitare il rischio di contagi.
QUANTI CLIENTI
All’esterno del ristorante deve essere esposto un avviso, una sorta di bollino, con il numero massimo di capienza del locale. Si può pranzare insieme al nucleo familiare ed anche con amici, congiunti, colleghi e parenti non conviventi, attenendosi ai protocolli nazionali. Si può stare seduti allo stesso tavolo soltanto in 4 e ad almeno un metro di distanza. Tale limite numerico non si applica a coloro che fanno parte dello stesso nucleo familiare convivente, anche se numeroso (si pensi ad una famiglia composta da madre, padre e tre figli). Il ristoratore è obbligato per legge a far rispettare il distanziamento tra i commensali.
UTILIZZO MASCHERINA
Non è obbligatorio indossare la mascherina al tavolo, mentre lo è durante gli spostamenti, ad esempio per raggiungere il bagno o pagare alla cassa. Prima di sedersi i clienti devono sottoporsi alla misurazione della febbre all’ingresso, quando richiesta, e compilare il modulo con nome, cognome e recapito telefonico. I tavoli devono essere disposti in modo da assicurare il mantenimento di almeno un metro di distanza tra i clienti.
SANIFICAZIONE LOCALE
I ristoranti devono essere puntualmente sanificati.
I locali devono avere in dotazione una serie di strumenti igienici: prodotti per l’igienizzazione delle mani per i clienti e per il personale, dislocati anche in più punti, in particolare ben visibili all’entrata e in prossimità dei servizi igienici.
SERVIZIO AL TAVOLO
Il personale in servizio al tavolo, che entra in contatto con i clienti, deve utilizzare obbligatoriamente la mascherina e deve procedere ad una frequente igienizzazione delle mani con prodotti specifici prima di ogni servizio al tavolo. Inoltre, utensili e contenitori riutilizzabili, come saliere e oliere, sono da evitare preferendo delle confezioni monouso.
Per i menu si chiede la consultazione online sul proprio cellulare o la predisposizione di un menu in stampa plastificata, pertanto sanificabile dopo l’uso. In alternativa il ristorante dovrà fornire menu cartacei monouso.
ALLA CASSA
La postazione dedicata al pagamento può essere dotata di barriere fisiche come gli schermi in plexiglass.
Altrimenti, il personale deve indossare la mascherina e avere a disposizione gel igienizzante per le mani. Si chiede, inoltre, di favorire la modalità di pagamento elettronico e di evitare l'utilizzo delle banconote.
SANIFICAZIONE DEL TAVOLO
Al termine di ogni servizio al tavolo sono previste tutte le abituali misure di pulizia e sanificazione delle superfici. È preferibile, inoltre, utilizzare tovaglia e tovaglioli di carta per la clientela.
MULTE SALATE
Per i consumatori e i ristoratori che non rispettano le regole sono previste pesanti sanzioni. I gestori di bar, ristoranti e pizzerie che non rispettano la "regola del 4", ovvero quattro commensali al massimo per ogni tavolo se non conviventi, rischiano una sanzione amministrativa da 400 a 1.000 euro, come prevede il decreto Cura Italia e, quale sanzione accessoria, la chiusura dell’attività fino a 5 giorni per impedire la reiterazione degli atteggiamenti vietati. La chiusura è disposta a discrezione delle forze dell’ordine, in base al comportamento del gestore e alla presenza di eventuali precedenti.
La stessa sanzione, ovvero una multa che può variare da 400 a 1.000 euro, è elevata anche ai clienti che non rispettano il distanziamento e non indossano la mascherina nei momenti in cui è obbligatoria: in particolare, all'ingresso e all'uscita dal locale, per il pagamento in cassa e per ogni altro spostamento. Chi, inoltre, per eludere il divieto, dichiara di appartenere alla stessa famiglia convivente, anche se non risulta vero, rischia la denuncia per falso, con possibili conseguenze sul piano penale.
ASPORTO
In zona gialla per bar, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, pizzerie e tutte le attività di ristorazione è possibile consumare cibi e bevande all'interno dei locali, anche al tavolo, dalle 5 alle 18. Negli stessi orari è consentita, senza restrizioni, anche la vendita con asporto che, per i ristoranti, prosegue anche dopo le 18 e fino alle 22.
La consegna a domicilio è consentita senza limiti di orario, ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti, con confezioni monouso e le precauzioni dovute per il rispetto delle norme igienico-sanitarie, anche nel trasporto del cibo. L'asporto, dopo le 18, è, invece, vietato per i bar. Sempre dopo le 18, secondo le disposizioni del Governo, possono rimanere aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande collocati all'interno delle aree di servizio e rifornimento carburante lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti.©RIPRODUZIONE RISERVATA