Al via 9 ambulatori per le emergenze

6 Febbraio 2022

La Asl svela il progetto per ridurre l’afflusso dei pazienti al Pronto soccorso dell’ospedale

PESCARA. Nove ambulatori di pronta emergenza sparsi per la città e tre strutture ospedaliere con dipartimento di degenza da realizzare tra Città Sant'Angelo, Montesilvano e Pescara. I presidi rimarrebbero aperti 24 ore al giorno e consentirebbero l'alleggerimento della pressione sul Pronto soccorso ospedaliero, continuamente sovraffollato, non solo per emergenze gravi ma anche per patologie lievi che contribuiscono all'intasamento quotidiano dell'area medica di urgenza. È l'obiettivo che l'azienda sanitaria, guidata dal manager Vincenzo Ciamponi, intende centrare tassativamente entro i prossimi tre anni per non perdere i fondi, tra i 13 e 18 milioni di euro, messi a disposizione dal Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) per la realizzazione di strutture, che saranno modello organizzativo di approccio sanitario integrato e multidisciplinare, gestito da medici di medicina generale, in prevalenza.
I presidi sanitari sono denominati «case di comunità» o «ospedali di comunità» a seconda se si tratti di laboratori medici che, nelle intenzioni della Asl, dovrebbero sorgere in diversi punti scelti strategicamente sul territorio comunale pescarese o in provincia, sempre sulle aree di pertinenza aziendale. «Sono strutture sperimentali già presenti sul territorio nazionale», spiega il direttore sanitario Antonio Caponetti, «nella nostra Asl ne sono già operative due, nei distretti di Scafa e Penne, ma vanno ulteriormente potenziate con personale e attrezzature. L'obiettivo di creare le case e gli ospedali di continuità è quello di alleggerire il peso del sovraffollamento nel Pronto soccorso. In città, a Pescara, sono previsti 8-9 ambulatori, tre in provincia ma è da decidere ancora dove, presumibilmente a Città sant'Angelo e tra Montesilvano e Pescara. Questi mini dipartimenti di emergenza, dotati di ogni attrezzatura medica indispensabile e sale degenza negli ospedali, sarebbero gestiti prevalentemente da medici di famiglia disponibili a tutte le ore, h24», seguendo, ovviamente, una regolare turnazione. Per ora è ancora un progetto sulla carta, chiarisce Caponetti. «Ma stiamo lavorando in questa direzione. Avremo i fondi disponibili del Pnrr e dovremo spenderli entro tre anni, un tempo necessario e utile per cercare le aree, i locali, i terreni, che dovranno essere utilizzati per la creazione delle infrastrutture. I tempi, dunque, non saranno brevi, ma siamo determinati a raggiungere questi obiettivi per sfoltire il carico di lavoro sui dipartimenti di emergenza, abbattere le file e le attese che esasperano l'utenza e mettono a dura prova il lavoro del personale medico. Ogni struttura sarà aperta giorno e notte».