Al via i test dai medici di famiglia

30 Ottobre 2020

L’assessore Verì: «Uno strumento per ottimizzare il lavoro dei laboratori delle Asl»

PESCARA. «Saranno uno strumento utile che consentirà di ottimizzare il lavoro dei laboratori delle Asl. I medici hanno firmato e ora stiamo lavorando per mettere il tutto a sistema. È in atto una ricognizione, che dovrebbe concludersi nelle prossime ore». Lo afferma l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, a proposito del provvedimento del Governo che prevede l’esecuzione dei tamponi anche da parte dei medici di famiglia e dei pediatri. Con la misura, contenuta nel decreto Ristori, viene consentito a medici di base e pediatri di eseguire a livello nazionale due milioni di tamponi rapidi antigenici. Al provvedimento è seguita la firma dell’accordo tra la Sisac (l’ente di contrattazione per la parte pubblica) e i sindacati, che prevede l’obbligatorietà della prestazione. Sono stati stanziati 30 milioni di euro e nelle prossime settimane saranno distribuiti, oltre a strumenti per la diagnostica e dispositivi di protezione, due milioni di test. I medici o i pediatri potranno farli negli studi o, se le condizioni non lo permettono, in aree attrezzate fornite dalle Asl. L’esecuzione dei test, ad esempio, potrebbe rappresentare un problema per gli studi medici che si trovano nei condomini. Su tali aspetti è al lavoro la Regione.
Ieri si è svolta una riunione tecnica e oggi dovrebbe concludersi la ricognizione in base alla quale si capirà con quali modalità procedere. Si tratta di un importante passo avanti per quanto riguarda l’attività diagnostica, considerando che le Asl, con i numeri in costante crescita, stanno andando in affanno. Ma l’esecuzione dei tamponi è fondamentale per intercettare tempestivamente i positivi e stroncare sul nascere i focolai che, giorno dopo giorno, si stanno generando. Verì, intanto, prova a mettere a tacere le polemiche del centrosinistra sulla mancata attivazione dei posti letto: «Mi auguravo che la seconda ondata della pandemia non trascinasse con sé anche la seconda ondata di polemiche sugli stessi argomenti. Polemiche infondate e montate evidentemente ad arte», afferma, «che però rischiano di generare panico tra i cittadini in un momento già difficile per chiunque». (l.d.)