Alanno, guerra delle mascherine

«Distribuzione discrezionale», il sindaco invia un esposto in Procura
ALANNO. Trecento mascherine ritirate nei magazzini della Protezione civile di Pescara «presumibilmente per conto del Comune di Alanno» e «senza alcuna autorizzazione o delega del sindaco» dalla consigliera comunale di opposizione Fabia Fattore. I dispositivi di protezione individuale, indispensabili per contrastare il contagio da coronavirus, sarebbero stati poi distribuiti «autonomamente, in maniera del tutto arbitraria e sulla base di sue scelte individuali». Così si legge sull’esposto inviato alla Procura della Repubblica dal sindaco di Alanno Oscar Pezzi per verificare l’eventuale sussistenza di condotte penalmente rilevanti a carico del consigliere comunale Fattore della lista civica “Alanno in movimento”. L’intera vicenda che abbraccia l’utilizzo e la gestione delle mascherine di protezione, in giorni di piena emergenza da coronavirus, è stata ricostruita e messa a verbale durante l’ultima riunione di giunta. Tutto ha inizio domenica 5 aprile quando la consigliera Fattore sarebbe andata al deposito del servizio emergenze di Protezione civile di Pescara (nucleo Regione Abruzzo) facendosi consegnare 300 mascherine chirurgiche. «Successivamente», si legge sull’atto amministrativo firmato dal sindaco Pezzi e dagli assessori di Alanno, con l’eccezione di Sabrina Chiacchia che non era presente alla riunione, «il consigliere Fattore non consegnava le mascherine presso il Comune di Alanno, bensì procedeva a distribuirle autonomamente e in maniera del tutto arbitraria e sulla base di sue scelte individuali. Utilizzando un noto social network, poi, comunicava ai cittadini di Alanno di aver provveduto alla distribuzione di 200 mascherine e di disporre di altre 100 mascherine, indicando quale riferimento per la consegna il suo numero di cellulare personale». Il tutto sarebbe avvenuto, come si legge sulla segnalazione alla Procura, «senza alcuna autorizzazione né tantomeno indicazione da parte dell’amministrazione comunale, ma con modalità del tutto autonome e a dir poco discrezionali».
Secca la replica della consigliera Fattore che, coadiuvata dal suo avvocato Roberto Di Loreto, annuncia di riservarsi «ogni azione legale a tutela» in merito a una vicenda che definisce «paradossale». «Ho agito nel pieno rispetto della legalità», rimarca Fattore, «ho fatto beneficenza per il mio territorio, mi sono prodigata in quanto consigliere comunale in un momento di emergenza visto che il sindaco non ha nemmeno aperto il Coc, nonostante che ad Alanno ci siano stati un decesso e casi di contagio».
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