Alanno: niente auto in centro, è polemica

Il consigliere di opposizione Fattore ha raccolto 200 firme contro la decisione del Comune
ALANNO . «Un’ordinanza a firma della dirigente della polizia municipale, avallata dal consiglio comunale, chiude l'accesso alla via principale che solca il centro del paese nei giorni di domenica e festivi, e poi propone un tracciato improponibile per raggiungere il centro storico».
E' quanto afferma il consigliere di opposizione Fabia Fattore che, per dimostrare il suo dissenso e quello dei cittadini, ha raccolto oltre 200 firme in calce a una petizione da riportare in consiglio comunale «per far cambiare idea alla maggioranza Pd del sindaco Oscar Pezzi». La Fattore, per garantire la bontà dell'iniziativa della raccolta firme, ricorda che «è lo stesso statuto del Comune di Alanno che al titolo IX - capo IV (Istanze, petizioni e proposte) comma 1° recita: "Il Comune dà rilievo alle istanze, alle petizioni e alle proposte dei cittadini a promuovere petizioni popolari”».
Non solo, ma nell'ordinanza, va avanti la Fattore, «non si parla di limitazioni per disabili, residenti e altre tipologie di categorie disagiate che vertono sulla sfera del sociale, ma solo di forze di polizia e ambulanze. Sarà stata una "dimenticanza", come è stato detto in sede di consiglio comunale, avallata poi anche dal presidente del consesso civico come un "refuso": fatto sta che ammesso che si sia incorsi in un evidente errore, ora è necessario correre ai ripari».
Contro la proposta di annullamento dell'ordinanza, però si sono schierati assessore e consiglieri: «Sono inorridita», sbotta la Fattore, «e ancor più grave è la posizione dell'assessore con delega al centro storico che addirittura paragona il centro storico di Alanno a quello di Roma, Bologna e Pescara, Peccato che non abbiamo il Colosseo. Che dire? Il fondo è stato toccato. Ora attendiamo che l'ordinanza venga emendata e che le correzioni siano questa volta», conclude la consigliera, «ben meditate e tengano finalmente conto dei reali bisogni dei vari strati sociali della cittadinanza. Vogliamo essere fiduciosi anche perché non si possono ignorare oltre duecento firme».
Walter Teti
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