Albani: al pronto soccorso solo casi gravi

Quattromila accessi in 17 giorni, specie per l’influenza. Il primario: «Rivolgetevi ai medici di base per le visite di routine»
PESCARA. Oltre 4000 accessi al pronto soccorso dell'ospedale negli ultimi 17 giorni. Dal 20 dicembre al 3 gennaio sono stati esattamente 3977 gli ingressi (con diversi codici rossi, un decesso per infarto di un uomo di 40 anni e numerosi incidenti stradali) di cui 866 solo nei primi tre giorni dell'anno. Le giornate più difficili e caotiche, per il personale medico sanitario e infermieristico (23 medici e 40 infermieri impegnati su 3 turni) del pronto soccorso di via Fonte Romana, sono state il 27 dicembre e il 2 gennaio con un picco di oltre 300 accessi quotidiani a fronte di un centinaio al dì nei periodi normali.
Ma anche ieri, c’è stato un boom di afflussi per l’influenza. Alle 11 di giovedì scorso, i terminali segnavano l'ingresso di 82 pazienti in attesa o in visita con codici bianchi, gialli e verdi, contro i 31 del pronto soccorso di Chieti e i 26 di Teramo, nella stessa ora. Sono i numeri impressionanti dell'attività lavorativa nell'unità di pronto intervento del Santo Spirito, diretta dal primario Alberto Albani.
Il quale chiede la «collaborazione tra i 118 per la sicurezza del paziente» e rilancia un nuovo appello all'utenza: «Non venite al pronto soccorso se non in casi di urgenza o pericolo di vita. Altrimenti, dirottate le visite ambulatoriali o di routine nei distretti sanitari e quindi nelle strutture territoriali o consultate il medico di famiglia. Se, invece, venite al pronto soccorso, restate in attesa e abbiate pazienza».
Un invito chiaro e preciso che il primario rilancia periodicamente con l'obiettivo di snellire file e attese lunghe e snervanti. L'ultima in ordine di tempo, il caso di una madre pescarese e del figlio sedicenne rimasti bloccati in pronto soccorso per 12 ore di fila per ottenere, alle due di notte tra martedì e mercoledì, una diagnosi di infiammazione al menisco.
Dottor Albani, perché il pronto soccorso di Pescara è continuamente intasato e sovraffollato?
Per diverse ragioni. Intanto, nell'immaginario collettivo il pronto soccorso è per il paziente un punto di riferimento che dà certezze: l'utente lo avverte come un luogo sicuro per avere cure immediate. Il nostro pronto soccorso è il 13° in Italia, una scuola di specializzazione in molteplici patologie, posizionata nella graduatoria degli ospedali che superano i 70mila accessi annui. Al primo posto c'è Bologna con 135mila ingressi, noi attualmente siamo tredicesimi su una graduatoria di migliaia e migliaia di strutture nazionali. Siamo un punto di riferimento regionale importante anche come "Trauma center" per diagnosi gravi o per numero di prestazioni ambulatoriali legate ai codici bianchi e verdi. Oltre che dai centri urbani della nostra Asl, Penne e Popoli in testa, nuovi flussi di utenti li registriamo da Atri, Francavilla, Ortona e Vasto, località di competenza delle Asl di Chieti e Teramo, ma la scelta dell'utenza ricade spesso sul nostro ospedale perché geograficamente più vicino e facilmente raggiungibile via ferrovia.
Quali sono le criticità più rilevanti?
Accogliamo ogni giorno un numero di pazienti più alto rispetto a tutte le altre Asl regionali: per questa ragione, siamo continuamente senza posti letto nei reparti. A Natale abbiamo avuto 244 accessi, di cui 5 codici rossi prevalentemente per incidenti stradali e un decesso per infarto; all'alba del 26 dicembre ho dovuto richiamare 5 medici e anticipare il turno delle otto alle 6 del mattino. Senza contare che il nostro personale segue contemporaneamente non solo i pazienti in pronto soccorso, ma anche quelli in Osservazione Breve h 24 con 10 posti letto sempre occupati. Questo comparto dovrebbe contare 7 medici e 14 infermieri, invece è completamente sprovvisto di organico. Nella notte tra il 2 e 3 gennaio abbiamo avuto 590 ingressi e siamo stati costretti per due ore a bloccare le ambulanze (11 in totale tra 118 e convenzionate con Croce Rossa e Misericordia spalmate su tutto il territorio Asl) per smaltire il flusso di arrivi e ricoveri e dirottare i pazienti verso gli ospedali di Penne e Popoli. Una situazione insostenibile che mette sotto stress il personale e a rischio la sicurezza dei pazienti che comunque hanno sempre la migliore assistenza. Fondamentale, dunque, si rivela la collaborazione tra i 118.
Il nuovo pronto soccorso che sarà inaugurato in primavera aiuterà a placare l'emergenza?
Migliorerà la qualità di tutti i servizi, dalle sale di aspetto più ampie agli ambulatori con attrezzature mediche tecnologicamente all'avanguardia. Ma anche potenziando il personale, ci aspettiamo un flusso di utenza ancora più numeroso.
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