Alberghi e stanze in affitto Una camera su due è vuota

18 Febbraio 2018

L’anno scorso le presenze negli hotel di Pescara sono cresciute solo dell’1,1% Federalberghi presenta la sua ricetta: «Interventi anche sul mare e sul porto»

PESCARA. L’anno scorso, circa la metà delle stanze degli alberghi di Pescara è rimasta vuota. Le presenze in hotel, nonostante la lieve ripresa economica in atto, sono cresciute appena dell’1,1 per cento, decisamente meno di altre città italiane. È ciò che emerge dal sondaggio condotto da Trademark Italia e reso noto dalla Federalberghi di Pescara.
«Siamo ancora in attesa di ricevere i dati ufficiali su arrivi e presenze 2017 della città di Pescara», spiega il presidente di Federalberghi Emilio Schirato, «ma abbiamo potuto analizzare i dati di consuntivo dell’anno scorso riguardanti le 39 destinazioni nazionali, tra cui Pescara, più rilevanti nel segmento del turismo business». «Dalla lettura dei dati, relativi all’occupazione delle camere, al confronto tra il 2017 e il 2016, al prezzo medio praticato dagli hotel a quattro stelle», prosegue il presidente dell’associazione degli albergatori, «si evince che Pescara è cresciuta dell’1,1 per cento. Cresce dunque poco, siamo ancora ad un tasso di occupazione del 57,5 per cento e, soprattutto, cresce il 30 per cento in meno della media nazionale di circa l’1,64 per cento, classificandosi solo al 31esimo posto».
Dunque, il dato della lieve crescita non fa di certo gioire gli albergatori. «Questa lieve ripresa del turismo business», osserva Schirato, «non può essere interpretata come l’inizio di una ripresa duratura e strutturale di questo segmento, in grado di riportare Pescara ai livelli di occupazione delle camere degli anni ante 2008, quando si raggiungeva il 75 per cento, ma solo come un leggero miglioramento che, comunque, non sarà sufficiente a far tornare le presenze turistiche negli alberghi di Pescara ai livelli pre-crisi».
A detta del responsabile dell’associazione, «per uscire in maniera stabile da questo lunghissimo periodo di crisi è necessario rendere la nostra offerta appetibile anche ad altre forme di turismo e far identificare sempre più Pescara, con la sua area vasta, come una destinazione per attività alternative e di svago».
Per questo motivo, la Federalberghi ha presentato una sorta di ricetta per il rilancio del turismo a Pescara, inviata alle forze politiche locali e agli organi di informazione, «affinché divengano oggetto di dibattito nelle sedi istituzionali e possano trovare attuazione».
L’organizzazione degli albergatori parte dal mare e dal porto. «Il mare è un pre-requisito imprescindibile per qualsiasi forma di turismo», dice Schirato, «è sicuramente necessario, nell’effettuare qualsivoglia proposta, poter dire che a Pescara c’è un mare pulito e balneabile. Sarà necessario, quindi, completare al più presto i lavori di taglio della diga foranea ed effettuare le opere di ampliamento del depuratore. Contemporaneamente, occorrerà comunicare la bellezza della nostra costa e la balneabilità del mare con una campagna nazionale ad hoc».
Per quanto riguarda il porto «bisogna tornare a riconsiderare gli investimenti», afferma il presidente, «per dare piena operatività allo scalo marittimo come banchina di attracco per motonavi per collegamenti veloci, ad esempio con la Croazia e le isole Tremiti».
Un altro suggerimento è quello di potenziare gli eventi sportivi nazionali e internazionali. «Pescara», sostiene Schirato, «dispone di impianti sportivi di tutto rispetto e ha soprattutto una sabbia finissima, molto adatta a tutti gli sport sulla spiaggia. Eventi come Ironman, Giochi del Mediterraneo, Giochi sulla spiaggia sono solo alcuni esempi. Nel 2020, Pescara ospiterà i campionati mondiali di beach handball, è quindi necessario dotarsi di una vera e propria arena del mare, pensata e attrezzata per grandi numeri». Infine, il business dei meeting e dei convegni. «Per poter attrarre questo tipo di eventi», conclude, «è necessario disporre di un idoneo spazio eventi, bello, centrale e vicino agli alberghi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA