Alberghiero, i prof bloccano gli scrutini

Proteste anche a Da Vinci, Di Marzio e Marconi contro la “Buona scuola” di Renzi. A rischio l’inizio degli esami di Stato
PESCARA. Blocco degli scrutini anche a Pescara. I docenti dell’istituto Alberghiero De Cecco portano avanti la protesta contro il disegno di legge “Buona scuola” di Matteo Renzi, attualmente fermo in Senato al vaglio della commissione Istruzione. Una protesta che negli ultimi due giorni si sta diffondendo in tutta Italia.
Lo sciopero, che è stato indetto da Flc Cgil, Cisl e Uil Scuola, Snals, Anief, e Gilda, ha fermato il normale svolgimento degli scrutini sia ieri sia lunedì.
Nell’Alberghiero, hanno aderito alla protesta circa l’80 per cento degli insegnanti e gli scrutini di tre quarti delle classi sono stati interrotti. Il blocco delle valutazioni del profitto è avvenuto anche in altre scuole pescaresi, come il liceo scientifico Da Vinci, il Marconi, l’istituto comprensivo 6, il professionale Di Marzio.
«In questa occasione», afferma Cesare Cotellessa, docente al De Cecco e rappresentante sindacale Anief, «abbiamo lasciato le bandiere a casa e ci siamo coalizzati per la riuscita di questa contestazione nei confronti degli aspetti assolutamente negativi della riforma. Tra questi, l’accentramento di poteri sulla figura del preside che causerebbe problemi a tutto il personale, ai docenti in entrata, e ai giovani studenti, nonché al livello di istruzione».
Il dirigente scolastico avrebbe la possibilità di scegliere i docenti con chiamata diretta, come pure i collaboratori, e assegnare incarichi e supplenze anche senza specifica abilitazione. Ma quello del cosiddetto “preside sceriffo” è solo uno dei tanti punti contestati del disegno di legge.
Ci sono anche la “supermobilità” dei docenti, gli incentivi all’autonomia scolastica, gli insegnanti neoassunti che avranno un anno di prova in cui verranno giudicati dagli studenti. E non ultima, la valutazione dei docenti da parte di una commissione composta dal dirigente, due colleghi e una rappresentanza di docenti e studenti: quelli giudicati migliori, secondo criteri decisi dal comitato stesso, riceveranno dei soldi in più.
Gli insegnanti contestano anche i tagli continui alla scuola, denunciano le strutture fatiscenti e la mancanza di finanziamenti adeguati.
Intanto, già domani dovrebbe scattare una nuova ondata di scioperi, questa volta indetta dai Cobas.
Se anche questa volta gli insegnanti tornassero a incrociare le braccia e l’adesione dovesse essere compatta, quali sarebbero le conseguenze pratiche del blocco? Gli scrutini ovviamente si faranno, ma in ritardo. E anche se dal blocco sono esclusi gli scrutini delle classi terminali, che vanno fatti in ogni caso in vista dell’esame e che si stanno portando avanti, la protesta può arrivare a incrociarsi con la data di inizio delle procedure per gli esami di Stato, che nel caso dell’Istituto Alberghiero è prevista per il prossimo 15 giugno.
Lo sciopero riguarda la prima ora di scrutinio, che salterà e dovrà essere riconvocato anche per l'assenza di un solo docente.
L’ultima protesta del genere si era svolta dieci anni fa, all’epoca del governo di centrodestra.
«In questa occasione», spiega Cotellessa, «la decisione è stata presa dopo una lunga ma compatta assemblea sindacale condivisa con i docenti d’istituto. Adesso prendiamo in considerazione l’adesione alla nuova iniziativa sindacale prevista nei prossimi giorni». Renzi, intanto, ha fatto sapere che dedicherà altri quindici giorni all'ascolto dei sindacati di categoria.
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